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Coccetelle e cecatielli, in Irpinia e Sannio una tradizione antica

Coccetelle, le sue origini sono da ricondurre alla località di Sorbo Serpico quando nel 1979 si pensò di creare una pasta così particolare che fu chiamata coccetella per via della sua forma simile a quella di una chiocciola. Ma anche a Monteforte Irpino la tradizione della pasta a mano risale ad un passato lontano trasmessa nelle famiglie da madre in figlia per diverse generazioni. Anticamente lungo la strada statale che attraversa il paese,diverse casalinghe si impegnavano a produrre la pasta che poi vendevano ai passanti e ai pellegrini che dal napoletano si recavano in pellegrinaggio a Montevergine. In tal modo si ebbe la diffusione di un prodotto locale senza pubblicità, col passaparola.

La pasta fatta a mano con  la semola portata in Irpinia dagli Angioini,fa parte delle tantissime  bontà tipiche dell’Irpinia. E’ Un tipo di pasta simile all’orecchietta che ricorda molto quella pugliese però è più grande, più allungata, composta da un impasto semplice di farina e acqua. Nel territorio Iipino sono due le sagre in programma ogni anno, quella di Monteforte nel mese di luglio e  quella di Sorbo in Agosto,  per tutti gli appassionati di prodotti gastronomici.

 

 

 

A Paupisi in provincia di Benevento, la tradizione culinaria si lavora il cecatiello  definito “pasta dei poveri”, un tipo di pasta fresca mutuata dall’antica tradizione contadina, in cui l’incontro tra acqua delle fonti paupisane e farina , dà luce ad un’autentica opera d’arte culinaria, frutto del certosino lavoro delle esperte massaie del posto.

Il cecatiello non è nient’altro che un rollino di impasto del diametro di circa un centimetro cavato con il pollice della mano in modo da ottenere una piccola conca.  Sono conditi con ragù di carni scelte olio extravergine di oliva utilizzato nelle cucine e l’abbondanza dei vini Aglianico e Falanghina delle terre Paupisane, dove sapori e tradizioni di un tempo si uniscono.

 

 

 

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