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Il Cibo racconta Napoli. Storia, costumi e gusti di un popolo.

Il Cibo racconta Napoli, Yvonne Carbonaro racconta “L’alimentazione dei napoletani nei secoli fino ad oggi”, dalle popolazioni preromane ai Greci, i Romani e poi Angioini, Aragonesi, Spagnoli e Borbone. Di pari passo con la storia del Meridione disegna una storia dell’agricoltura, dei prodotti già presenti sul territorio e di quelli giunti prima dall’Oriente e poi dall’America, delle preparazioni e pietanze rustiche e dolci di quella che fu per secoli la capitale del Regno.  E sottolinea: Naturalmente per cucina napoletana non si intende quanto è relativo alla sola zona urbana, giacché una grande città non può mai essere autosufficiente in merito agli approvvigionamenti, ma assorbe dall’entroterra agricolo quanto le necessita, compendiando e canonizzando anche le suggestioni culinarie provenienti dai luoghi di produzione.  Per molto tempo al Nord si è continuato a chiamare con spregio “napoletani” tutti i meridionali, eppure l’intenzione dispregiativa finiva per evidenziare l’unicità di quello che era stato il Regno di Napoli, poi delle Due Sicilie, comprendente una così gran parte del paese.

Oltre alle preparazioni dei grandi piatti inseriti nelle mirabolanti scenografie di pranzi principeschi e delle regali apparecchiature borboniche a corte, il libro fa riferimento, tra le altre cose, ai piatti contadini dell’Irpinia: la minestra mmaritata, lagane e cici, foglie patane, carne di maiale con le papaccelle, funghi e tartufi del Partenio, pecorini freschi e stagionati, caciocavallo di Calitri maturato in grotta, nocciole di Avella, torroni di Ospedaletto di Alpinolo e non ultimi i vini del territorio. Insomma una sintesi dei grandi prodotti che questa bella terra da secoli regala.Il volume, edito da Kairòs, si presenta in un’elegante veste editoriale con una bella copertina su cui campeggia il seicentesco quadro “ Interno di cucina” di Francesco Fracanzano custodito a Capodimonte. Si compone di 282 pagine, è diviso in cinque capitoli in progressione cronologica. L’ultimo capitolo si sofferma su quanto l’attualità ha conservato degli antichi usi alimentari insieme alle innovazioni via via assorbite dall’agricoltura in conseguenza di eventi storici e di traffici commerciali. È corredato di note esplicative comprensive dei riferimenti bibliografici e di un indice analitico dei principali prodotti e pietanze così da facilitarne la ricerca nei vari periodi trattati. Oltre alla sintesi dei ricettari storici vi sono riportate citazioni letterarie e poetiche sul cibo tratte da autori napoletani di tutte le epoche e stralci di canzoni che inneggiano alle pietanze napoletane più amate. Le illustrazioni in b.n. e a colori hanno precisi collegamenti con l’epoca in oggetto.

Il volume si avvale di una premessa di Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli che, tra le altre cose, lo ha definito :Un originale, appassionante, nutriente viaggio nella storia di Napoli attraverso una chiave di lettura che consente di coniugare le discipline più diverse ed un’ampia, affascinante visione d’insieme. Più che una storia, un’antropologia; una filosofia della vita, perfino, che, nella preparazione e nella consumazione dei cibi, ha modo di mostrare i caratteri costitutivi della città di Napoli e la sedimentazione di stili di vita scaturiti da aspri conflitti sociali e da contese cruente o raffinate per le egemonie culturali, ma anche dal gusto di élites o dalla immaginazione creativa popolare.  E lo scrittore-drammaturgo Manlio Santanelli nella sua ampia prefazione ne parla come di: un fascinoso viaggio nell’uomo dalle origini fino ai nostri giorni. Con la sua scrittura sempre garbata e precisa l’autrice ci colloca su una sorta di tappeto volante…durante la lettura di questo prezioso testo, che pure ha per tema il cibo, siamo di continuo preda della suggestione che producono le pagine di un romanzo, per l’esattezza di un romanzo storico. Noi interpretiamo il libro di Yvonne Carbonaro come un esempio di musica da camera, e per l’esattezza come una grande sonata per due strumenti: il cibo e la storia, che al contempo non perda mai di vista il barthesiano ‘piacere del testo’.

Yvonne Carbonaro

Yvonne Carbonaro, già docente di italiano e storia, cultore della materia (Letteratura Italiana) Università Federico II. Collabora con la Consulta Regionale Femminile della Regione Campania come esperta culturale esterna. Traduttrice e scrittrice in spagnolo. Giornalista con interviste e recensioni d’arte, letteratura, teatro, per riviste cartacee e on-line e una rubrica fissa di viaggi su Albatros. Autrice di cataloghi di arte, testi teatrali, narrativa, poesia e di ricerca storica su Napoli

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