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Benevento, romani e longobardi che fecero la storia.

Secondo la leggenda, fondatore di Benevento fu l’eroe greco Diomede che, dopo la distruzione di Troia, sarebbe venuto in Magna Grecia, sbarcando sulle coste pugliesi. La ricerca storica e l’analisi archeologica danno invece per certo che la zona fu abitata da popolazioni sannitiche, di ceppo sia irpino sia caudino. Attivo centro della civiltà sannita, la città (via via chiamata Malies, Maloenta, Maloenton, Maleventum) entrò per la prima volta nella storia quando i Sanniti, nella battaglia delle Forche Caudine (321 a.C.), sconfissero l’esercito romano. Con una lunga serie di guerre, la città fu conquistata dai Romani. Dopo la vittoria riportata su Pirro nel 275 a.C., i Romani mutarono il nome della città in Beneventum. La caduta dell’Impero Romano segnò un periodo di decadenza anche per Benevento. Dopo le distruzioni dei Visigoti, dei Vandali, dei Goti, dopo il periodo bizantino, Benevento fu conquistata dai Longobardi (571) che ne fecero la capitale della Longobardia meridionale.

        

La Chiesa di Santa Sofia, una delle più importanti testimonianze dell’architettura longobarda nella Langobardia Minor, dal giugno 2011 Patrimonio UNESCO. Fu fondata da Arechi II, divenuto nel 758 Duca di Benevento, che la rese il simbolo della spiritualità longobarda, per poi diventare, nel tempo, una delle più potenti dell’Italia meridionale. Inoltre è nel suo “scriptorium” che, nel secolo XII, si sviluppò la scrittura beneventana, famosa in tutto il mondo. La pianta è unica nel suo genere: al centro sei colonne sono disposte ai vertici di un esagono e collegate da archi che sorreggono la cupola. L’esagono interno è poi circondato da un anello decagonale con otto pilastri e due colonne ai fianchi dell’entrata. Lo splendore dell’antica chiesa è inoltre testimoniato dai resti dei magnifici affreschi delle absidi.

L’Arco di Traiano, simbolo della città di Benevento e costruito per volere dell’Imperatore romano Traiano nel 114 d.C., in occasione dell’inaugurazione della via Appia. Alto 15,60 mt e largo 8,60 mt. mostra temi diversi su ogni facciata: scene allegoriche riguardanti la città, le divinità e l’imperatore. Dopo la conquista longobarda nel VI secolo d.C. fu inglobato nella nuova cinta muraria, diventando porta urbica.

 

 

Il Teatro Romano, costruito nel II secolo dall’Imperatore Adriano e inaugurato nel 126 d.c., sorge nella zona occidentale della città antica, sul cardo maximus. Il monumento, la cui cavea misura circa 98 metri di diametro, è costruito in opera cementizia con paramenti in blocchi di pietra calcarea e in laterizio. La cavea, ove prendevano posto gli spettatori per assistere agli spettacoli, si è ben conservata e si evincono i tre ordini architettonici che la formavano: l’ordine tuscanico, ionico e corinzio. Gode tutt’oggi di un’acustica perfetta e viene utilizzato per spettacoli di vario genere.

 

 

 

 

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