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Olio tunisino, triplica l’invasione: l’Ue fa crollare il nostro extravergine – VIDEO

Continua imperterrita l’invasione di olio dalla Tunisia col beneplacito dell’Europa. Allarme della Coldiretti per l’olio d’oliva italiano. È in atto una vera invasione di olio di oliva dalla Tunisia. Gli sbarchi nel 2018, spiegano, sono triplicati rispetto allo scorso anno. Si tratta di produzioni di basso qualità svendute a prezzi insostenibili ma commercializzate dalle multinazionali sotto la copertura di marchi nazionali ceduti all’estero per dare una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati, a danno dei produttori e dei consumatori. Ci sono un milione di ettari di terreno coltivato ad ulivo in Italia, siamo il secondo produttore mondiale di olio di oliva e possiamo contare sul maggior numero di olio extravergine a denominazione in Europa (43 DOP e 4 IGP), con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive. Avete presente l’olio extravergine di oliva quello italiano, stimato in tutto il mondo? Bene, multinazionali commercializzano, sotto la copertura di marchi nazionali ceduti all’estero, olii  che non rispettano le stesse regole sanitarie, ambientali e sociali di quelli prodotti nel paese della dieta mediterranea: l’Italia.

Per la sopravvivenza di migliaia di aziende, il presidente del consorzio Unaprol, David Granieri chiede al Governo “un piano olivicolo nazionale 2.0 che preveda finanziamenti per il reimpianto di nuovi oliveti”. Il presidente di Federolio, Francesco Tabano, chiede, tra l’altro, di “valorizzare l’extravergine di oliva 100% italiano commercializzato dalle imprese familiari italiane, investire nella ricerca, garantire una snella operatività delle imprese e giusti controlli”.Storia dell’olio “italiano” che la comunità europea fa arrivare nei nostri porti. Guardate e ascoltate.

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