Furore tra i primi 20 borghi di “Italian Villages”

Furore tra i primi 20 borghi di “Italian Villages”, progetto di Airbnb ( portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati)  patrocinato da ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, e sviluppato in collaborazione con il  MIBACT. Per valorizzare le rotte meno note ai viaggiatori internazionali e sostenere le comunità locali. La società di San Francisco, Airbnb, ha puntato gli occhi su 20 città bandiera da segnalare nella piattaforma on line “Italian villages”, come eccellenze nascoste nel territorio.

E’ uno dei borghi promossi sui canali social media di Airbnb. Nell’anno che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha voluto dedicare alla promozione dei borghi, Airbnb ha lanciato un piano nazionale, Borghi Italiani (Italian Villages),  per contribuire alla valorizzazione di questi luoghi e delle loro comunità. Far conoscere i piccoli centri dell’Italia rurale ai viaggiatori di tutto il mondo significa accendere i riflettori su paesaggi, tradizioni e saperi unici, espandere le economie locali e promuovere un turismo sostenibile, fuori dalle rotte più battute. Da nord a sud l’Italia è terra di borghi, piccole realtà dalla grande storia dove è facile sentirsi a casa – spiegano da Airbnb, la piattaforma di home-sharing più utilizzata al mondo. Nell’era della riscoperta del fascino delle tradizioni locali e di un turismo più sostenibile, il patrimonio di storia e cultura racchiuso nelle centinaia di piccole perle disseminate sullo Stivale diventa un serbatoio di crescita e sviluppo ancora tutto da esplorare.

Oltre mezzo milione di turisti e 80 milioni di euro di fatturato per gli albergatori-fai da te delle zone rurali, un fenomeno destinato a crescere.

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