Fontana di Grimoaldo (1050- 1138) Basso Medioevo

Molti tesori legati alla sua storia sono sepolti dalla confusione e difficili da individuare ignorando che sono a pochi passi dalle proprie abitazioni. Attendono solo di essere scoperti dal visitatore curioso e la Fontana di Grimoaldo è certamente un sito storico interessante.

La Fontana di Grimoaldo, indicata in un documento del 1138 dell’Abbazia di Montevergine, dandole una datazione longobarda, oggi è nota come Fontana Tecta. Si trova nei pressi della Chiesa di S. Antonio Abate ed era in passato ristoro a numerosi viaggiatori che, provenienti da Salerno sulla via Salernitana, passavano proprio da qui per entrare ad Avellino attraversando il borgo situato a sud della collina della Terra. Veniva utilizzata dagli abitanti del popoloso e povero Borgo Sant’Antonio, uno dei più antichi Rioni di Avellino. Il suo nome deriva dalla persona che ne promosse l’arricchimento estetico e funzionale.

Nel 1650, dopo i gravi tumulti della rivolta di Masaniello, l’Università di Avellino impegna il pubblico danaro per costruire due lavatoi, a cui affluivano le acque del Torrente Fenestrelle, che le massaie utilizzavano per le faccende domestiche. Sulle lesene laterali vi erano quattro bassorilievi in pietra calcare raffiguranti leoni rampanti. Nell’Ottocento a seguito dell’apertura della strada dei Due Principati il vecchio percorso viene sempre più trascurato e così anche la Fontana Tecta.

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