Italiani che andarono in cerca di fortuna “all’America!”

Tra il 1876 e il 1915 emigrarono 14 Milioni di Italiani che andarono in cerca di fortuna all’estero, un popolo che, in Italia, era costretto agli stenti per le conseguenze socio-economiche dell’Unità d’Italia. Come se l’intera popolazione italiana di inizio Novecento se ne fosse andata in blocco.  Durante gli anni seguenti i flussi migratori naturalmente non si fermarono, e durante il periodo degli anni ’20 e ’30 gli italiani che cercarono fortuna all’esterno furono decine di milioni.

Ellis Island era il cancello d’ingresso al “Grande sogno americano” che iniziava a New York dove molti venivano bloccati per giorni, o settimane, prima di conoscere il loro destino, arrivati ormai ad un passo dal loro sogno, ma ancora lontane dalla sua realizzazione. Arrivavano nella “Grande Mela” spaesati, impauriti, con gli occhi persi nel vuoto, non sapevano dove andare, cosa fare e come trovare da lavorare, e moltissimi di loro finirono per tornare indietro, per morire di stenti o peggio ancora di malattia o massacrati dal lavoro nei lontani e poco ospitali Stati Uniti.

Molti di quei migranti però riuscirono a organizzarsi e a creare delle micro-comunità autonome (come Little Italy, ad esempio), dove si parlava in lingua madre e dove ci si poteva sentire, illudendosi, un po’ più vicini a casa propria. Tanti furono che si distinsero nelle loro arti che pur nelle difficili condizioni di vita e di lavoro in un paese straniero, espressero il proprio talento creativo eccellendo nel teatro di varietà in qualità di attori e autori; nell’editoria e nel cinema, tra questi Pennino nonno del celebre regista  Francis Ford Coppola; nell’arte della liuteria di pregio di Calace e di Turturro padre dell’attore e regista John Turturro e tanti altri.

Tra il 1861 e il 1985 dall’Italia sono partiti quasi 30 milioni di emigranti. La maggioranza degli emigranti italiani, oltre 14 milioni, partì nei decenni successivi all’Unità di Italia, durante la cosiddetta “grande emigrazione” (1876-1915). Quei migranti resero gli Stati Uniti la potenza mondiale che oggi conosciamo, e nel giro di pochi decenni costruirono le ultramoderne città statunitensi.