Galleria Borbonica e il coccodrillo della leggenda

Un ritrovamento straordinario è avvenuto nelle viscere della Galleria Borbonica durante le operazioni di scavo che sono state fermate quando sono emerse le prime ossa e denti aguzzi di quello che potrebbe essere il leggendario rettile celato nelle segrete del Maschio Angioino.  La notizia è stata data a giugno del 2018 quando durante gli scavi sotto Pizzofalcone, sono stati rinvenuti i resti di un coccodrillo del Nilo che superava i 2 metri. Da studi fatti, risalgono a un periodo compreso tra il 1643 e il 1666 e si tratterebbe proprio quello a cui fa riferimento la leggenda del mostro marino che si cibava dei prigionieri rinchiusi nel Maschio Angioino e nuotava nella fossa sottostante al castello. Nei sotterranei del castello ci sono due prigioni: la “prigione della congiura dei Baroni” e la “fossa del miglio” che inizialmente era usata come deposito del grano ed in seguito fu usata per rinchiudere i prigionieri e prese il nome di “fossa del coccodrillo”.

Benedetto Croce e poi anche Dumas scrivono che i rinchiusi man mano continuavano a sparire, proprio per colpa di un coccodrillo che infestava le fosse della prigione.