Napoli è una città che non finisce mai di stupire

Napoli è una città che non finisce mai di stupire, sempre più spesso nuovi tesori nascosti emergono dopo secoli di storia. E’ il caso dell’eccezionale scoperta nel sottosuolo della basilica di San Francesco da Paola, voluta da Ferdinando I di Borbone con progetto dell’architetto Pietro Bianchi di Lugano, in Piazza del Plebiscito una delle più grandi piazze della città e d’Italia con i suoi 20.000 metri quadri di superficie, dove è stato ritrovato unipogeo di oltre 1.000 metri quadrati che risale addirittura all’800 e che richiama la sovrastante basilica. Tale ipogeo ha pure un’altezza ragguardevole di circa 16 metri ed un’architettura di notevole interesse, costituita da una volta centrale sorretta da una struttura a fungo.

A volerne la costruzione fu Gioacchino Murat, il sovrano francese del regno di Napoli per volere di Napoleone Bonaparte, costruita con la precisa funzione di ospitare le ceneri dei re delle due Sicilie, la dinastia Borbone. Una fitta rete di cunicoli e pietre di tufo (che si collegano alla Galleria Borbonica arrivando fino a via Morelli), arrivano nell’aula centrale, che ha un diametro di 43 metri e presenta una serie di piccole sale laterali. Da qui una rampa circolare e una grande volta a forma di fungo che presenta 8 ingressi e 4 lucernai.

L’ipogeo sarà un luogo per esposizioni museali, conferenze, rassegne artistiche e manifestazioni culturali. Il viaggio nell’ipogeo comincia alle porte del colonnato numero 6 e 7, attraverso una scala e un ascensore di vetro. Archi e pietre di tufo lasciate a vista, i resti dei palazzi ottocenteschi abbattuti per fare posto all’ipogeo. Si arriva così nell’aula centrale con la grande volta a forma di fungo.