Osterie selezionate da Slow food in Campania

Pubblicata la trentesima edizione della guida simbolo dello star bene a tavola. Slow food presenta le eccellenze della ristorazione italiana. Dal 17 settembre disponibile in libreria “Osterie d’Italia 2020”. La guida con una rinnovata veste grafica e un formato leggermente ridotto, ideale da portare in viaggio. Più ricca, più comoda, più di servizio. La guida alle Osterie d’Italia è da molti anni la fedele compagna di viaggio per far scoprire il meglio della cucina regionale, facendo trovare il lettore, a tavola, sempre nel posto giusto.

L’elenco delle Chiocciole (le eccellenze d’Italia) regione per regione è visibile con le relative recensioni all’interno della guida o su www.slowfoodeditore.it. La regione più rappresentata è il Piemonte con 143 osterie, mentre quella con il maggior numero di nuovi ingressi è la Campania con 37. Osteria moderna, tradizionale, agriturismo, ristorante di tradizione: sono queste le quattro categorie prese in considerazione dall’associazione

Le osterie in Campania sono:

La Pignata (Ariano Irpino)

Zi’ Pasqualina (Atripalda Valleverde)

Il Focolare (Barano d’Ischia – Isola d’Ischia)

A Luna Rossa (Bellona)

Nunzia (Benevento)

Gli Scacchi (Caserta)

La Pergola (Gesualdo)

Fenesta Verde (Giugliano in Campania)

La Marchesella (Giugliano in Campania)

Lo Stuzzichino (Massa Lubrense)

Antica Trattoria di Pietro (Melito Irpino)

I Santi (Mercogliano)

Da Donato (Napoli)

Famiglia Principe 1968 (Nocera Superiore)

Osteria del Gallo e della Volpe (Ospedaletto d’Alpinolo)

Perbacco (Pisciotta)

Abraxas (Pozzuoli)

La Ripa (Rocca San Felice)

E Curti (Sant’Anastasia)

O Romano (Sarno)

La Piazzetta (Valle dell’Angelo)

Il Cellaio di Don Gennaro (Vico Equense)

Da trent’anni Osterie d’Italia racchiude meglio di ogni altra pubblicazione i valori fondanti di Slow Food ed è non a caso una delle guide più vendute d’Europa.