Cultura

A piedi per 230 km, inizia il viaggio di Vienna da Paestum alla Puglia

È partita questa mattina alle 5, Vienna Cammarota, 67 anni, Guida Ambientale Escursionista Aigae. È sola e non si avvarrà di mezzi tecnologici, solo di uno smartphone e di una cartina. Sarà una donna sola per tutto il percorso e sfiderà freddo e ambienti particolari per arrivare a piedi, dopo più di 230 chilometri in dieci giorni, nel Golfo di Manfredonia partendo dalla Valle dei Templi di Paestum nel Parco Nazionale del Cilento.

Vienna entrerà nei boschi dell’Appennino, risalirà e costeggerà le montagne, attraverserà fiumi e borghi, incontrerà culture diverse e popoli diversi e racconterà tutto con foto e video in tempo reale. E il 17 Novembre si unirà alle altre 300 guide che da tutta Italia si recheranno all’Oasi del Lago Salso nel Gargano per partecipare alla XXIV Convention Nazionale delle Guide Ambientali Escursioniste Aigae.

«Nell’Anno dei Cammini, del Giubileo della Misericordia e della XXIV Convention Nazionale Aiage- ha dichiarato Vienna – voglio dare voce ai luoghi che attraverserò legandoli all’antropologia, non solo sotto gli aspetti ambientali e naturalistici, ma anche con i “cunti” (racconti),l eggende e storie di genti, tradizioni culturali o enogastronomiche, che incontrerò nel mio percorso. Ho avuto difficoltà a segnare la linea di percorso perché oramai l’uomo sta coprendo con l’asfalto tutti i vecchi sentieri. Sarò sui luoghi di Annibale. Ho rispolverato la mia vecchia passione di Kajaker delineando il tracciato sui fiumi».

In queste ore sta risalendo il fiume Sele, fino a Caposele dove fu costruito l’acquedotto pugliese. Arriverà a Olevano sul Tusciano, attraverserà Acerno, seguirà il fiume Ofanto, sarà a Montella, visiterà alcuni comuni che sono stati distrutti dal terremoto del 1980, attraverserà Castelfranci, Paternopoli, raggiungerà il passo di Mirabella, sarà a Montecalvo Irpino, Faeto. Entrerà in Puglia raggiungendo Troia, poi Foggia ed infine sarà a Manfredonia.La mèta intermedia sarà Troia in Puglia, con tanta storia, dove si incrociano tanti persors: la via Francigena, una parte del percorso del tratturo, una parte della via Longobardarum e la via micaelica sino a Manfredonia.

«Il 2016 è l’anno dei cammini, oltre ad essere il Giubileo della Misericordia e Misericordia è anche incontrare culture diverse, amarle, studiarle, capirle. Misericordia è incontrarsi per amare – ha concluso Vienna – ed è bello incontrare tante persone nella natura con la natura. Voglio dare voce a chi voce non ha. Voglio raggiungere a piedi un luogo straordinario quale il Parco Nazionale del Gargano che appena 9 anni fa fu colpito da un incendio spaventoso. Oggi è un luogo fantastico, da vivere. Partirò a piedi da un Parco Nazionale e giungerò a piedi in un altro Parco Nazionale, in mezzo attraverserò i boschi e risalirò l’Appennino centrale in atmosfere scenografiche donateci dalla natura».

Fonte | ilmattino.it

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Ruderi Monastero dell’Incoronata

I ruderi del Monastero dell’Incoronata (mt 1042 s.l.m.) situato nel territorio del comune di S.Angelo a Scala (Av). Fondato nel 1577 da Laura Brancaccio Carafa, in vicinanza ad un luogo di culto costruito da S. Romualdo su una preesistente cappella costruita dagli eremiti Giulio Nardonensis e Giovanni Figueras.

Il monastero fu consacrato dall’Arcivescovo di Benevento nel 1592 e fu distrutto una prima volta dall’esercito francese nel 1806 per aver ospitato Fra Diavolo e tutta la sua banda ed una seconda volta, verso il 1866, dall’esercito piemontese perchè tra le sue mura diroccate trovavano ancora ospitalità famosi esponenti del brigantaggio postunitario.

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Ospedaletto d’Alpinolo (AV)

Ospedaletto d’Alpinolo è legato all’Abbazia di Montevergine ed è di origine medioevale col nome, pare, di “Fontanelle”, mutato nel ‘200 in “Hospitalis Montis Virgini” e l’aggiunta di Alpinolo riferita alla natura montana del suo territorio.

Rientra nel territorio della Comunità Montana del Partenio e trae la fonte di maggiore impiego da antiche attività di industrie di torrone. Festa importante, che si svolge dall’8 al 12 settembre, è la “Juta a Montevergine”.

Questa festa vede l’intrecciarsi di sacro e profano.

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Conza della Campania, la città dei terremoti.

Conza della Campania, in provincia di Avellino situata su un’altura che affaccia sul lago artificiale, è ricordata per il terribile terremoto che colpì l’Irpinia nel 1980. Conza della Campania, a causa dei numerosi eventi sismici, alcuni dei quali veramente devastanti, si potrebbe anche definire la città dei terremoti. Situata nella valle del fiume Ofanto, fu sede di una delle tribù più importanti del popolo dei Sanniti, gli Irpini. Importante in età romana e altomedievale, decadde in età moderna a causa dei frequenti terremoti che ne decimarono la popolazione.  Conza, detta anche Compsa, venne insediata inizialmente su un’altura nei pressi del fiume Ofanto e il primo popolo a viverci fu quello dei Sanniti, che venne in seguito conquistato dai Romani. La città, da semplice insediamento, divenne nei secoli un polo importante e nel 1800 venne governata dai Feudi fino alla loro abolizione, per passare sotto il regno borbonico.

Il Parco Archeologico tra i numerosi reperti, ci restituisce sarcofaghi, bronzi, monete, terracotte e resti di tombe, riscontrabili nel museo ubicato in un immobile recuperato all’interno del parco, oltre al foro, pavimenti a mosaico dell’era italica, l’anfiteatro e l’antica Cattedrale e la cripta. Il parco, reso fruibile al pubblico, viene considerato un vero gioiello nel cuore dell’Irpinia,  lungo le stradine della vecchia Conza.

L’evento sismico di 36 anni ha dato inesorabilmente all’abbandono di Conza della Campania.

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Le Chiese di Afragola (Na)

Afragola si trova nel cuore dell’antica Campania felix, l’area più fertile della penisola italica, nella piana dei Regi Lagni. Rappresenta uno dei maggiori centri dell’entroterra napoletano, con una forte vocazione rurale. Il territorio comunale di Afragola è disseminato di chiese e cappelle, quasi tutte di rilevante interesse storico-artistico, architettonico o culturale.

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