Cultura

27 gennaio è il Giorno della Memoria della Shoah

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, la “Giornata internazionale in memoria delle vittime della Shoah”, ricorrenza internazionale istituita il 1° novembre 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz in Polonia e l’apertura dei cancelli mostrò al mondo intero le atrocità che erano state commesse, come anche vedere gli strumenti di tortura utilizzati e i diversi metodi di annientamento in quella “fabbrica della morte”. Un terzo del popolo ebraico fu sterminato nei campi di concentramento, innumerevoli altre persone ed etnie come Rom, omosessuali e persone con disabilità furono deportati ad Auschwitz . La persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte … Tra il 1933 e il 1945 le vittime della Shoah, dell’Olocausto, furono dai 15 ai 17 milioni. Uomini e donne, anziani e bambini. Gli ebrei che scomparvero furono dai 5 ai 7 milioni. Grazie alle testimonianze dei suoi sopravvissuti il mondo intero iniziò a parlare di genocidio. La Giornata della Memoria è il nostro omaggio a tutti loro.  Primo Levi (scrittore, partigiano e chimico italiano), sopravvissuto anche lui, in I sommersi e i salvati, scrive: “Chi è stato ferito rimuove il ricordo per non rinnovare il dolore. Chi ha ferito ricaccia il ricordo nel profondo per liberarsene. Per alleggerire il suo senso di colpa”.

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Italiani che andarono in cerca di fortuna “all’America!”

Tra il 1876 e il 1915 emigrarono 14 Milioni di Italiani che andarono in cerca di fortuna all’estero, un popolo che, in Italia, era costretto agli stenti per le conseguenze socio-economiche dell’Unità d’Italia. Come se l’intera popolazione italiana di inizio Novecento se ne fosse andata in blocco.  Durante gli anni seguenti i flussi migratori naturalmente non si fermarono, e durante il periodo degli anni ’20 e ’30 gli italiani che cercarono fortuna all’esterno furono decine di milioni.

Ellis Island era il cancello d’ingresso al “Grande sogno americano” che iniziava a New York dove molti venivano bloccati per giorni, o settimane, prima di conoscere il loro destino, arrivati ormai ad un passo dal loro sogno, ma ancora lontane dalla sua realizzazione. Arrivavano nella “Grande Mela” spaesati, impauriti, con gli occhi persi nel vuoto, non sapevano dove andare, cosa fare e come trovare da lavorare, e moltissimi di loro finirono per tornare indietro, per morire di stenti o peggio ancora di malattia o massacrati dal lavoro nei lontani e poco ospitali Stati Uniti.

Molti di quei migranti però riuscirono a organizzarsi e a creare delle micro-comunità autonome (come Little Italy, ad esempio), dove si parlava in lingua madre e dove ci si poteva sentire, illudendosi, un po’ più vicini a casa propria. Tanti furono che si distinsero nelle loro arti che pur nelle difficili condizioni di vita e di lavoro in un paese straniero, espressero il proprio talento creativo eccellendo nel teatro di varietà in qualità di attori e autori; nell’editoria e nel cinema, tra questi Pennino nonno del celebre regista  Francis Ford Coppola; nell’arte della liuteria di pregio di Calace e di Turturro padre dell’attore e regista John Turturro e tanti altri.

Tra il 1861 e il 1985 dall’Italia sono partiti quasi 30 milioni di emigranti. La maggioranza degli emigranti italiani, oltre 14 milioni, partì nei decenni successivi all’Unità di Italia, durante la cosiddetta “grande emigrazione” (1876-1915). Quei migranti resero gli Stati Uniti la potenza mondiale che oggi conosciamo, e nel giro di pochi decenni costruirono le ultramoderne città statunitensi.

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Vietri sul Mare, nasce la prima scuola di ceramica.

È stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Formazione Chiara Marciani, il protocollo di intesa che attiva, a Vietri sul Mare la prima scuola di ceramica.

“La Regione punta a definire il modello formativo del ripristino delle tradizioni, con l’obiettivo di recuperare gli antichi mestieri attraverso la rivitalizzazione di produzioni, di avvicinare i giovani e gli imprenditori ai mestieri artigianali che, pur non essendo sotto i riflettori sono portatori di importanti valori economici, culturali e sociali, e di favorire altresì il ricambio generazionale – ha dichiarato l’assessore Marciani. In tale ottica, l’istituzione di una scuola delle antiche arti ceramiche con la ripresa della produzione ceramica oltre che a costituire un’importantissima occasione formativa ed occupazionale per i giovani, rappresenta anche uno strumento fondamentale per la conservazione, la valorizzazione, e la promozione del patrimonio storico-culturale nonché uno straordinario volano per la stessa economia del territorio”.

“Un passaggio importante da parte della Giunta regionale nel solco di quanto già fatto per la seta di San Leucio. Il modo migliore per conservare gli antichi mestieri affidandoli alle nuove generazioni” ha commentato il consigliere regionale Franco Picarone.

Il protocollo di intesa vede la preziosa partecipazione dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli ed è frutto di un’intensa collaborazione tra l’assessorato regionale e la Cna di Salerno, l’associazione che rappresenta gli artigiani e che vanta al suo interno tantissimi ceramisti.

“Il principale obiettivo è di trasmettere l’antica tradizione della ceramica alle nuove generazioni, anche al fine di farne una nuova opportunità lavorativa e allo stesso tempo permettere al comune di Vietri, già Città della Ceramica, di divenire punto di raccolta e baricentro di nuovi ed innovativi stili dell’artigianato artistico ceramico” ha dichiarato il presidente territoriale della Cna di Salerno, Lucio Ronca, maestro ceramista.

Per l’assessore alla ceramica del Comune di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone “si consolida un percorso di collaborazione ma soprattutto si avvia un percorso di valorizzazione in cui noi da tempo guardiamo non solo come alla salvaguardia e al rispetto di una tradizione, ma anche come un’opportunità di crescita e sviluppo economico, occupazionale e turistico per il nostro territorio”.

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Muretti a secco, per l’Unesco sono «Patrimonio dell’umanità»

L’organismo mondiale della protezione e valorizzazione del patrimonio culturale ha iscritto ufficialmente «L’Arte dei muretti a secco» nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità, pratica agricola e rurale. Grazie all’utilizzo di pratiche tradizionali tramandate dalle maestranze di generazione in generazione, la campagna italiana presenta tutt’oggi alcuni aspetti che possono essere interpretati quali testimonianze del suo paesaggio originario. 

La pratica rurale dell’arte dei muretti a secco – appartenente a Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Svizzera – è stata approvata all’unanimità dai 24 Stati membri del Comitato, riuniti a Port Louis.

        

L’arte del «Dry stone walling» riguarda «tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra secco», spiega l’Unesco nella motivazione del provvedimento. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all’agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese.

Il nuovo riconoscimento che premia anche l’Italia va ad aggiungersi quindi alla Dieta mediterranea Patrimonio Unesco dal 2010, alla coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria del 2014 e all’arte del “Pizzaiuolo Napoletano” del 2017.

UNESCO profilo Twitter

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Il presepe artistico di Montevergine ad Assisi

Il presepe artistico di Montevergine nella città di San Francesco, la suggestiva Piazza Inferiore davanti alla visitatissima Basilica, sarà palcoscenico dal pomeriggio dell’8 dicembre e fino al 2 febbraio 2019 del Presepe della Misericordia, un presepe di circa 100mq e alto 7 metri ricevuto lo scorso anno dal Santo Padre da parte della comunità benedettina di Montevergine ad Avellino, retta dall’Abate Riccardo Luca Guariglia. Diciannove figure di circa due metri , realizzate dalla celebre bottega presepiale Cantone e Costabile di Napoli, saranno collocate nella piazza di Assisi con una scenografia firmata da Giuseppe Viscardi con l’intervento scultoreo e pittorico di Pietro Petrosino. La delegazione proveniente da Montevergine, sarà guidata dall’Abate Riccardo Luca Guariglia, padre Andrea Davide Cardin direttore della Biblioteca e priore di Montevergine e padre Giovanni Maria Gargiulo direttore del Mam di Montevergine. La Regione Campania sarà presente con l’assessore al Turismo Corrado Matera ed altre cariche del governo regionale. Nell’occasione sarà acceso l’albero di 13 metri offerto dalla Regione Campania proviene dal vivaio forestale regionale “Carboniere” di Castello del Matese e verrà addobbato con circa 40mila luci a led.

Non mancherà la comunità del Partenio che da diversi comuni partiranno con pullman per partecipare alla celebrazione, durante la quale sarà accesa anche la lampada votiva, con l’olio donato dalla Campania, sul sepolcro di San Francesco.

 

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Caccuri e Sant’Angelo a Scala: firmato il patto d’amicizia tra i Comuni

Caccuri, in provincia di Crotone in Calabria e Sant’Angelo a Scala in provincia di Avellino in Campania, insieme su promozione e accoglienza turistica. In occasione della sesta edizione della “Festa d’Autunno nel Borgo del Castello”, è stato firmato, nella mattinata di sabato 3 novembre, il patto d’amicizia tra i due comuni nella sala consiliare del Comune di Caccuri tra il sindaco Marianna Caligiuri di Caccuri e Carmine De Fazio di Sant’Angelo a Scala sotto il Patrocinio delle Regioni Campania e Calabria. Presenti alla firma l’assessore alla Promozione e Marketing Territoriale del Comune di Sant’Angelo a Scala Teresa Di Donna e il Presidente della Proloco di Caccuri Gianni Porcelli. Interventi  si sono susseguiti con  altre Proloco calabresi, Filippo Capellupo presidente Unpli Calabria e Anna Giampà consigliere regionale Unpli per la Calabria referente per i gemellaggi Europei.

L’obiettivo delle due amministrazione, in pieno spirito di collaborazione, è quello di scambiarsi esperienze e informazioni nel campo del turismo, dell’arte e dell’educazione. Il patto d’amicizia prevede anche la realizzazione di attività con le scuole al fine di favorire incontri tra coetanei, scambi tra istituzioni culturali per portare a conoscenza delle proprie comunità la storia e la cultura del territorio e scambi tra associazioni culturali che operino nel campo dell’arte e dello spettacolo per favorire il processo di conoscenza dei rispettivi contesti culturali. La promozione e sviluppo di relazioni istituzionali in campo educativo e culturale è il presupposto principale per un’iniziativa di scambio tra due paesi, primo atto verso il gemellaggio.  

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