Enogastronomia

Nuovo ristorante gourmet di pesce a Napoli

Apre a Napoli domenica 14 aprile in via Posillipo  il nuovo ristorante ALICELLA. Il nome è l’immagine che racchiude in sé menù dedicati e pensati nei minimi dettagli, con protagonista il sea food tipico delle terre mediterranee. Il pesce è difatti il protagonista assoluto del percorso culinario proposto e curato con esperienza, passione e qualità dei prodotti.

Sapori ritrovati, accostamenti dettati dalla tradizione del luogo ma con un pizzico di originalità e creatività. Un racconto fatto di passione e amore per la buona cucina, che comincia con gli ingredienti più genuini e finisce con il trionfo del gusto. La preparazione delle portate hanno i migliori ingredienti, solo prodotti scelti con grande cura e premura, come il miglior pescato locale, fresco e mediterraneo tra proposte innovative e comfort food.

Un nuovo ristorante di pesce, elegante, dal design curato, un locale non molto grande, con ampie vetrate, dove la qualità e la ricerca continua dei prodotti migliori, portano ad una storia fatta di mare e di cuore attraverso la scelta dei menù offerti. Ovviamente come ogni buon ristorante che si rispetti non mancherà ad attendervi un’ampia carta dei vini selezionati dalle migliori case vinicole, per offrire le etichette più rappresentative delle nostre regioni ed estero.

Pronti ad accogliervi nel nostro nuovo spazio dedicato alla buona cucina, alla passione e all’amore per il mare. 

Inaugurazione domenica 14 aprile dalle ore 18:00 in Via Posillipo 309, 310, 311 (NA)

 

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Anteprima Fiere Vino di Gambero Rosso a Napoli

Anteprima Fiere Vino rinforza la grande attenzione che da sempre Gambero Rosso riserva alle produzioni vinicole italiane con i suoi eventi di promozione, per scoprire le migliori cantine ed etichette che parteciperanno alle due più grandi Fiere Internazionali del Vino: ProWein a Düsseldorf e Vinitaly a Verona.
A Napoli il 26 marzo 2019 alle ore 19 presso il Roof Garden Hotel Royal Continental in Via Partenope. Un percorso di degustazione libero tra i banchi d’assaggio dei produttori presenti con nuove annate di circa 50 etichette.
La degustazione sarà accompagnata da una selezione di taralli artigianali dell’azienda “Oltre ogni territorio”, azienda creata dalla passione per i viaggi e i prodotti di terra di Puglia; pani del “Panificio e Pasticceria Antonio Rescigno” , da sempre riferimento nel mercato del pane fresco artigianale napoletano; i salumi modenesi di “Villani Salumi”, da cinque generazioni a garantire prodotti di qualità.
Per concludere in dolcezza la “Pasticceria La Fiorente” di San Giuseppe Vesuviano, da sempre interprete della tradizione napoletana.

Martedì 26 marzo 2019 dalle 19 alle 22. Ingresso: €20
Posti limitati.
Evento a numero chiuso: si consiglia di acquistare online
Per info e prenotazioni:
tel. 081 311.98.01/13
cell. 338 1691727
email: comunicazione.na@cittadelgusto.it
eventi.na@cittadelgusto.it

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Bianco Tanagro: festival dedicato al carciofo bianco di Auletta

Tornerà a fine aprile, precisamente dal 27 aprile al 1 maggio, l’appuntamento con Bianco Tanagro: festival dedicato al carciofo bianco del Tanagro ed al suo territorio nel borgo di Auletta, in provincia di Salerno. Ha un colore verde chiarissimo tendente al bianco argenteo, la resistenza alle basse temperature, la delicatezza e le grandi infiorescenze prive di spine. Presidio Slow Food, sarà protagonista di una manifestazione che mira a divulgare e valorizzare i tanti pregi al fine di conservarne la centralità sulle nostre tavole e nelle nostre tradizioni culinarie.

Sempre più amato dagli chef e dai gourmet ritorna protagonista del festival a lui dedicato, un carciofo molto piccolo rispetto agli altri e non ha quel violetto che invece hanno altri carciofi, è molto tenero, senza spine e senza peli e si presta ad essere mangiato anche crudo. Una produzione che è anche una realtà agricola sempre più importante per i comuni interessati dalla sua presenza, soltanto ad Auletta raggiunge i 40 ettari di superficie agricola destinata alla sua esclusiva coltivazione. Coltivato senza nessun tipo di trattamento o concime chimico esclusivamente nei Comuni di Pertosa, Caggiano, Auletta e Salvitelle, in un territorio posto tra i 300 e i 700 metri sul livello del mare.

Ogni anno, grazie all’attività della Pro Loco, il paese e gli agricoltori propongono un lungo fine settimana per far scoprire il territorio ed il suo carciofo, grazie a “taverne” gastronomiche, ovvero i salotti gastronomici condotti dalla giornalista gastronomica Antonella Petitti, cooking show, artisti di strada e musica popolare. Ogni anno, tra le altre cose, la Pro Loco di Auletta nomina nuovi Ambasciatori del carciofo bianco. Si tratta di chef ed artigiani del gusto che si impegnano a raccontare in cucina la bontà e l’unicità di questo “guerriero” dal cuore tenero.

La manifestazione continua il suo impegno nella lotta allo spreco alimentare con la distribuzione gratuita delle family bag per portare a casa ciò che non è stato consumato ai tavoli, e quello nella tutela dell’ambiente, avendo azzerato completamente la presenza di plastica.

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Vinitaly edizione 2019, La Regione Campania c’è

Dal 7 al 10 aprile a Verona torna Vinitaly, la manifestazione più importante in campo enologico. E’ in programma per domani, alle ore 13.00, presso Spazio Campania a Milano (piazza Fontana – ex locali della Banca Nazionale dell’Agricoltura) la conferenza stampa di presentazione delle iniziative e delle attività organizzate dalla Regione Campania in occasione della partecipazione all’edizione 2019 di Vinitaly a Verona. Alla conferenza stampa sono previsti gli interventi di Filippo Diasco, Direttore Generale Politiche Agricole della Regione Campania, Nicoletta Gargiulo, Presidente AIS (Associazione Italiana Sommelier) Campania, Tommaso De Simone, Vice Presidente Unioncamere Campania e Franco Alfieri, Consigliere del Presidente De Luca per le politiche agricole e forestali, caccia, pesca ed aree interne.

Anche quest’anno La Regione Campania, in partnership con Unioncamere Campania, partecipa a Vinitaly – la più importante fiera italiana dedicata alla vitivinicoltura arrivata alla 53esima edizione – con uno spazio espositivo di oltre 5000 metri quadri, al padiglione B, che ospiterà oltre duecento aziende. L’obiettivo è quello di promuovere in maniera unitaria ed organica i vini del territorio regionale puntando sul rapporto sempre più stretto e proficuo tra eccellenze agricole e risorse territoriali. Quello messo in campo negli ultimi anni, è un progetto complessivo e ben articolato, nel quale il vino è solo uno dei tasselli che compongono uno sforzo di promozionale della regione nel suo complesso. L’obiettivo è quello di valorizzare le peculiarità culturali, enogastronomiche, ambientali e turistiche presenti nella regione. Oltre 200 fra aziende vitivinicole e Consorzi di tutela che offriranno all’Italia e al mondo un panorama di quello che la Campania possiede  in termini di eterogeneità ambientale che poi si trasforma in varietà enogastronomica. A caratterizzare l’edizione 2019 delVinitaly, sarà il binomio turismo-vino e sono tante le iniziative in regione che, nel corso dell’anno, collegano questi due comparti attraverso percorsi che conducono i turisti nei vari siti culturali e anche nelle cantine.

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Taralli ‘nzogna e pepe, uno ‘sfizio’ tutto napoletano

Dalla fine del 700 i fornai di Napoli riutilizzavano i ritagli della pasta lievitata con cui avevano appena preparato il pane da infornare, aggiungendo un po’ di “nzogna” (la sugna o strutto) e parecchio pepe e, con le loro abili mani, riducevano la pasta a due striscioline.
Poi le attorcigliavano tra di loro, davano a questa treccia una forma a ciambellina, e via nel forno, insieme al pane.

Dagli inizi dell’800 il tarallo “‘nzogna e pepe” si arricchì di un altro ingrediente che tuttora ne è parte integrante: la mandorla. Il tarallo, ennesimo figlio della prolifica creatività partenopea, faceva  del bene a tutti: al fornaio, che utilizzava la pasta di pane rimasta, con poca fatica ed al popolo, che a pochi soldi (dati i bassi costi di produzione) se lo comprava.
Il tarallo era una vera benedizione per la borsa, ma pure per il palato (la sugna e il pepe, e in seguito la mandorla, gli danno un sapore eccellente), e per la sopravvivenza: il grasso che contiene è infatti molto calorico. Per la sua caratteristica di cibo povero, il tarallo andava via come il pane, da cui deriva. Lo si consumava nelle osterie, in cui si accompagnava a del vino spesso assai poco pregiato. Da una parte aumentandone il consumo (il pepe mette sete), dall’altra riducendone gli effetti negativi su stomaci altrimenti vuoti. Oggi, però, il tarallo viene accompagnato soprattutto dalla birra. I taralli sono “uno sfizio” tutto napoletano. E’ tuttora un classico comprarli a Mergellina, nei chioschetti sistemati sul lungomare, e sgranocchiarli passeggiando, oppure nel Centro Antico dove numerose sono le rivendite di questo prelibato “sfizio” popolare.

A Napoli, agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso, c’era Fortunato, venditore ambulante di taralli, aveva un carretto che si era costruito da solo montando un canestro di vimini sul telaio di una carrozzina per neonato. Il canestro manteneva fresca la mercanzia che Fortunato copriva con una coperta di lana per trattenerne il calore. Scendendo da via Brombeis per uscire a Piazza Dante, Fortunato cominciava a dare la sua “voce”:- Furtunate tene a’ rrobba bella, ‘nzogna ‘nzo!!!- e sempre sorridente chiamava nomi di donna: – Maria! Luisa! Elena!- I bambini ridevamo ma non lo si poteva sfottere, altrimenti si incazzava ed erano guai. Le sue grida al mattino, e il suo perenne sorriso, erano come di buono augurio per tutti.

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Le zeppole di San Giuseppe della tradizione napoletana.

Le zeppole di San Giuseppe della tradizione napoletana. Gli ingredienti principali sono la farina, lo zucchero, le uova, il burro e l’olio d’oliva, la crema pasticcera, una spolverata di zucchero a velo e le amarene sciroppate per la decorazione.  Lungo le strade di Napoli, fino a qualche decennio fa, i friggitori preparavano le zeppole fritte “istantanee” per i passanti, davanti alla propria bottega, disponendo sui tavoli tutto l’armamentario necessario.

Le zeppole di San Giuseppe sono un dolce tipico della cucina italiana che dal 1968 celebra il 19 marzo la Festa del papà. Derivano da una tradizione antica risalente addirittura all’epoca romana. Dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera. Proprio per questo motivo, in tutta Italia, le zeppole divennero i dolci tipici della festa del papà, preparati per festeggiare e celebrare la figura di San Giuseppe.

La prima zeppola di San Giuseppe  che sia stata messa su carta risale comunque al 1837, ad opera del celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino, che la inserì nel suo trattato di cucina. Come la maggior parte dei dolci napoletani anche le zeppole si dice che abbiano un’ origine conventuale, forse nel Convento di San Gregorio Armeno.

Nel tempo la frittura si pensava facesse male allora si è rimediato facendola al forno. Le zeppole insomma sono radicate nella storia culinaria di Napoli ed ha l’indicazione PAT. Si tratta di un marchio di garanzia di prodotto agroalimentare tradizionale. Il Marchio viene rilasciato dalle Regioni e dal Ministero delle politiche agricole esclusivamente per i prodotti la cui ricetta e le tecniche di lavorazione sono tradizionali e consolidate in un determinato territorio da almeno 25 anni.

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