Territorio

Rete dei Musei del Vallo di Diano a sud di Salerno

La rete dei Musei del Vallo di Diano si rinnova per una sinergia del territorio con la sua fitta rete di musei. Presso il Complesso della S.S. Pietà di Teggiano (Sa), si rinnova l’impegno per superare le difficoltà tipiche delle aree interne come l’isolamento. Nella conferenza stampa i rappresentanti dei 16 Comuni con 22 musei hanno discusso sulla poca visibilità di un’area turistica che ha invece grandi prospettive di crescita a livello turistico come confermato dall’assessore al Turismo della Regione Campania Corrado Matera. Un’offerta turistica per conoscere piccoli gioielli che custodiscono la vera anima del territorio tra storia, tradizioni, archeologia e arte. La rete ha come obiettivo lo sviluppo di attrattive del territorio con iniziative atte al miglioramento della qualità e dell’organizzazione delle strutture. Fondamentale saranno le efficaci comunicazioni ed esperienze reciproche con costante informazione e accoglienza dei flussi turistici. Il progetto è seguito dalla Regione Campania per lo sviluppo delle aree interne e dei piccoli borghi.

I musei in rete sono:

Atena Lucana – Museo Archeologico “Elena D’Alto”
Auletta – Osservatorio del Doposisma
Buonabitacolo – Museo degli antichi saperi
Montesano sulla Marcellana – Museo civico Etno-antropologico
Padula – Certosa di San Lorenzo
Padula – Museo archeologico provinciale della Lucania Occidentale
Padula – Museo dei Presepi,
Padula – Battistero Paleocristiano di San Giovanni in Fonte
Padula – Casa-Museo Joe Petrosino,
Padula – Museo civico Multimediale
Padula – Museo del Cognome,
Padula – Museo della Pietra di Padula
Pertosa – Grotte di Pertosa-Auletta,
Pertosa – Museo del Suolo
Pertosa – Museo speleo archeologico
Polla – Museo delle antiche vestiture
Sala Consilina – Acquario didattico del fiume Tanagro,
Sala Consilina – Museo archeologico di Sala Consilina,
Sassano – Valle delle Orchidee,
Sassano – Museo del Liquore “Arturo Penna”,
Sassano – – Ecomuseo della Valle delle Orchidee e delle antiche coltivazioni
Teggiano – Museo delle erbe,
Teggiano – Museo degli usi e delle tradizioni del Vallo di Diano
Teggiano – Museo Diocesano San Pietro
Teggiano – Museo lapidario dianese

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2019 dichiarato Anno Nazionale del Turismo Lento.

Il 2019 sarà l’anno nazionale del turismo lento, il progetto è diventato realtà per un’Italia dei viaggi di qualità con “l’Atlante digitale dei cammini”, prima mappatura mai realizzata che sul portale cammini d’Italia  raccoglie percorsi da affrontare a piedi e non solo. Tra le proposte di viaggio, si spazia dai treni storici di Fondazione Fs Italiane sulle nove linee ferroviarie riattivate ad hoc per un totale di 600 chilometri, che nel biennio 2016-2017 hanno attirato 130.000 turisti (dato cresciuto del 45% rispetto al biennio precedente), agli itinerari culturali, i cammini, le ciclovie, i viaggi a cavallo, località montane, borghi ricchi di monumenti, patrimoni storico-culturali, percorsi segnati e quant’altro. Tutto in un’ottica di lentezza e sostenibilità e a portata di tutti che porterà sviluppo ai luoghi con le loro memorie, conoscenze e artigianalità per renderli luoghi unici. Come il 2016 è stato l’anno nazionale dei cammini, il 2017 l’anno nazionale dei borghi e il 2018 l’anno del cibo italiano, il 2019 sarà l’anno del turismo lento.

Itinerari sostenibili per scoprire il Belpaese in modalità slow e per la Campania potrebbe essere un’occasione importante per far conoscere itinerari ancora poco esplorati. Sarà soprattutto la montagna a essere la grande protagonista di quest’anno e l’Irpinia la fa da padrona. I dati che riguardano la nostra regione, ci presentano un settore dinamico con ritmi di crescita positivi dove però le presenze (ossia il numero di notti trascorse dai viaggiatori su un territorio) fotografano anche un turismo di passaggio che predilige soggiorni brevissimi e non vere e proprie vacanze. L’invito a “rallentare” nella scoperta di nuovi luoghi è dunque un’occasione in più per raccontare possibilità e occasioni di scoperta e conoscenza di un territorio come il nostro.

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FAI, dal 1975 l’impegno per i Luoghi del Cuore

Dal 1975 il FAI si impegna ogni giorno per proteggere la bellezza del nostro Paese e per raccontarla agli Italiani di oggi e a quelli di domani. Quest’anno è la nona edizione del censimento dei luoghi italiani da non dimenticare. Siti per noi speciali perché legati alla nostra identità e alla nostra memoria. Piccoli o grandi, famosi o sconosciuti, questi luoghi ci emozionano e raccontano la nostra storia personale: un sogno, una scoperta, una gioia, un rifugio. Vederli in stato di degrado o di abbandono, senza la cura necessaria a proteggerli o un’adeguata valorizzazione per farli conoscere, ci rattrista, ci ferisce ma ci fa anche impegnare e lottare per offrirgli un futuro.
Sono centinaia di migliaia i voti ricevuti online dal FAI, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, dai cittadini di piccoli e grandi tesori che amano e che vorrebbero salvare.

SENSIBILIZZAZIONE, CONOSCENZA, TUTELA E VALORIZZAZIONE

“Che cosa sono i Luoghi del Cuore? E’ come se infinite piccole fiammelle venissero accese nelle città, nei paesi aggrappati alle colline, lungo le frastagliate coste, attraverso le pianure, in mezzo agli alberi dei boschi, lungo i fiumi…sono quei luoghi che gli uomini hanno amato, vissuto, intravisto, sognato, con nostalgia ricordato”. Giulia Maria Mozzoni Crespi
(Tra i fondatori del FAI)

Questi i risultati per la Campania segnalati e votati nei primi 100 posti :

6° – PARCO DELLA RIMEMBRANZA, NAPOLI CON 17.139 VOTI
19° – CONVENTO DI SAN VITO – MARIGLIANO, NAPOLI – CON 9.096 VOTI

26° – SANTA MARIA DEGLI ANGELI – AVERSA, CASERTA – CON 6.580 VOTI

38° – VILLA ROMANA DEI BAGNI DELLA REGINA GIOVANNA – SORRENTO, NAPOLI – CON 5.409 VOTI

43° – ROCCA MONTIS DRAGONIS – MONDRAGONE, CASERTA – CON 4.847
VOTI

60° – CASTELLO – MERCATO SAN SEVERINO, SALERNO – CON 3.584 VOTI

61° – SANTA MARIA A CERMENNA – PIANO DI SORRENTO, NAPOLI – CON 3.504 VOTI

69° – CHIESETTA DELL’ARCO – SANTA TECLA-CASTELPAGANO, SALERNO – CON 3.129 VOTI

72° – TRITTICO DI PIANTANOVA, PINACOTECA PROVINCIALE SALERNO – SALERNO – CON 3.017 VOTI

74° – PARCO SOMMERSO DI GAIOLA – NAPOLI – CON 2.938 VOTI

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Velia, città delle acque

L’antica città di Elea (i trova nel comune di Ascea, in provincia di Salerno), deriva il suo nome dalla sorgente locale Hyele, fondata intorno al 540 a.C. da un gruppo di esuli provenienti dalla città greca di Focea, nell’attuale Turchia, occupata dai Persiani. La città, nota nel V sec. soprattutto per le figure di Parmenide e Zenone, fondatori della scuola filosofica eleatica, raggiunge un periodo di grande sviluppo in età ellenistica e in gran parte dell’età romana (fine IV a.C. – V sec. d.C.), quando il suo nome viene modificato in Velia.

Sono stati avviati i lavori del progetto “Velia, città delle acque” che prevede il miglioramento della fruizione turistica e culturale del sito,  tutela, valorizzazione del patrimonio storico-culturale. Il Parco è una delle aree archeologiche più importanti dell’Italia meridionale, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO e riconosciuto tra i grandi attrattori culturali della regione Campania.
Sarà possibile accedere a un’area della città antica di grande suggestione, caratterizzata dalla presenza di una fonte, da identificare forse con quella che diede il nome a Elea. Il progetto prevede il restauro dell’area delle Terme ellenistiche e della Fonte, oltre al diserbo dell’area della Fonte Hyele, con la riscoperta di strutture nascoste da decenni dalla vegetazione. Sarà portato alla luce nuovamente uno dei pochi edifici termali di età ellenistica tra quelli conservati in Magna Grecia e in Sicilia.

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Melograno, in Irpinia il frutto con eccezionali proprietà

Il melograno potente alleato della salute e del benessere dell’uomo. Importante riconoscimento per la provincia di Avellino e per i prodotti della sua terra.  Emerge dallo studio condotto dai ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma e pubblicato la scorsa settimana sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nutrients. Un aiuto a combattere e prevenire malattie neurodegenerative importanti come Alzheimer e Parkinson arriva dagli estratti di due particolari varietà di melograno, il “granato” e il “roce” con frutti straordinari dal gusto dolce con grossi granelli dal colore rosso scuro e un seme talmente morbido da poter essere masticato. Entrambi coltivati ad Aiello del Sabato in provincia di Avellino ed entrambi hanno l’iscrizione nel Repertorio regionale delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario a rischio di estinzione – Sezione Vegetale, dei due ecotipi di Melograno (Punica granatum) denominati, rispettivamente, Granato di Aiello del Sabato e Roce di Aiello del Sabato. Il decreto di approvazione riporta le indicazioni di iscrizione dettate dalla Commissione tecnico scientifica competente per l’espressione del parere.

Il melograno è una pianta molto conosciuta sia per la sua bellezza ornamentale sia per la bontà del suo frutto. Infatti fin dai tempi antichi la melagrana era considerato il frutto della salute e della vita eterna. Le grandi proprietà antiossidanti del frutto della melagrana, trova impiego come ricostituente, antinfiammatorio, antielmintico (previene le parassitosi) ed è astringente in caso di problematiche intestinali. La forza del succo e dei semi, deriva dai polifenoli che hanno un elevata concentrazione a spiccata azione antiossidante, vitamine come la E, la C e coenzima Q10. Inoltre troviamo minerali come il Potassio il Ferro, Calcio, Magnesio e Fosforo in misura minore Manganese e Zinco.

Regolamento n. 6/20012 – Iscrizione al Repertorio Regionale delle Risorse Genetiche a rischio estinzione – sezione vegetale – melograno granato di Aiello del Sabato e melograno Roce di Aiello del Sabato.

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Cai e il percorso che unisce la Penisola da Nord a Sud.

Il Cai (Club Alpino Italiano) riapre il percorso che unisce la Penisola da Nord a Sud. Solo una manciata di persone ha completato le 368 tappe lungo gli oltre 6.800 chilometri del tracciato. Per percorrerlo tutto ci vogliono tra gli otto e i nove mesi. Dalla Sicilia alle Alpi, corre lungo tutto lo Stivale. Ideato nel 1983, ha preso forma negli anni ’90. Finalmente dopo anni, il Club Alpino Italiano con i suoi 500 volontari, negli ultimi mesi hanno percorso boschi e vallate per riaprire le vecchie tracce o per disegnarne di nuove, segnando il cammino e suddividendolo in circa 370 tappe per la crescente voglia di natura e farne volano del turismo lento in tutta la penisola. Entro la primavera avranno ripulito l’itero percorso, posizionato la segnaletica e organizzato i punti ristoro e bivacco per tutti gli appassionati che vorranno percorrerlo. Paesaggi straordinari, spesso sconosciuti alla maggior parte degli italiani. Il percorso parte ufficialmente dalla località di Grotta Gigante, situata a Sgonico, in provincia di Trieste, e attraversa l’intero arco alpino, tutta la catena appenninica, la Sicilia e la Sardegna per arriva a Santa Teresa di Gallura, in provincia di Sassari.

 

Nella nostra regione 170 chilometri, da Senerchia alla Valle Caudina, sarà la tappa della durata di cinque giorni nei quali si potranno ammirare i Monti Picentini, il Laceno e il Terminio. Da Serino ad Avellino per proseguire verso il Monte Partenio raggiungendo Montevergine e scendere a Cervinara.

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