Territorio

Rete Regionale dei Borghi Abbandonati della Campania.

Sarà presentata sabato 22 giugno alle ore 18.30 presso l’Antiquarium di Palinuro la Rete Regionale dei Borghi Abbandonati della Campania per la tutela, valorizzazione e recupero del patrimonio storico-culturale. Si tratta di un un progetto di partneriato che vede Centola, Comune capofila e l’adesione di altri 14 Comuni delle Province di Avellino, Benevento e Salerno. Il più importante impulso per lo sviluppo turistico dei Comuni che, facendo sistema e mettendo in rete il patrimonio storico, artistico, religioso e culturale, avranno quindi la possibilità di esprimere un’innovativa e più diffusa offerta turistica, unica o complementare a quelle già esistenti.

Oltre alla valorizzazione e al potenziamento di siti e itinerari, si deve lavorare sul recupero e la valorizzazione delle aree interne e di tanti piccoli borghi abbandonati. Hanno sottoscritto il protocollo i Comuni di Apice (Bn), Aquilonia (Av), Casalbore (AV), Castelnuovo di Conza (SA) Centola (Sa), Cerreto Sannita (Bn), Conza della Campania (Av), Melito Irpino (Av), Montoro (AV), Romagnano al Monte (Sa), Roscigno (Sa), Senerchia (Av), Taurasi (Av) e Tocco Caudio (Bn).

La Rete vuole rappresentare la messa a sistema del complessivo patrimonio culturale oltre le specifiche storie dei luoghi coinvolti. E’ la costruzione di un itinerario, le cui suggestioni sono raccontate dalle tradizioni e dalla storia dei paesi coinvolti, un itinerario che si snoda tra quello che resta della civiltà rurale, episodi architettonici, paesistici e ambientali. Tra le prime attività della Rete dei Comuni rientra l’organizzazione di una mostra iconografica itinerante, dal nome affascinante “Cas Carùte”, che sarà inaugurata sabato a Palinuro subito dopo il convegno di presentazione attraverso la quale saranno presentate e illustrate le principali specificità d’interesse storico dei Borghi della Memoria della Campania.

 

Le attività di promozione della Rete sono realizzate grazie al supporto della Regione Campania e ci auguriamo che ben presto siano attuate nuove misure a sostegno di questa importante iniziativa perchè le aree interne hanno molto da offrire e diventare attrattori turistici.

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Piccoli Comuni, torna la festa “Voler bene all’Italia”

Torna “Voler bene all’Italia”, la festa dei Piccoli Comuni all’interno della campagna PiccolaGrandeItalia, promossa appunto per custodire l’identità e la memoria storica conservate nei piccoli nuclei del nostro Belpaese.  Si terrà in tutta Italia domenica 2 Giugno, Festa della Repubblica, finalizzata a dimostrare e chiedere con forza che alcune politiche rivolte ai piccoli comuni vengano messe a sistema per permettere loro di essere territori di innovazione, facendo un salto di contemporaneità nella governance locale, nelle opportunità di lavoro, nella presenza di servizi e offerta formativa, nella qualità della vita diffusa che pure resta altissima in questi luoghi dell’Italia del buon vivere.

Voler Bene all’Italia organizzata con Legambiente e Uncem (Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani), è sostenuta quest’anno da Poste Italiane che riafferma l’importanza strategica della presenza capillare sul territorio, a servizio dei cittadini, delle amministrazioni e delle imprese locali. Unpli, che promuove anche la festa nazionale delle Pro Loco, forza motrice del dinamismo dei borghi. Open Fiber un operatore wholesale only, che realizza infrastrutture di telecomunicazioni interamente in fibra ottica per poi offrirla agli operatori telefonici.

Il futuro dell’Italia passa dalle sue aree interne. Purché le politiche pubbliche sappiano dare risposte a quello spazio grande di innovazione e possibilità che sono i piccoli comuni e andare incontro ai tanti innovatori che li abitano.

Il 2 giugno i Piccoli comuni aprono le loro porte ai turisti organizzando tanti momenti di partecipazione per condividere, tradizioni, bellezza, qualità della vita.
I comuni che organizzano eventi per Voler Bene all’Italia 2019 in Campania

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Giornate Nazionali dei Castelli in Campania, XXI edizione

La XXI edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli, promossa dall’Istituto Italiano dei Castelli e patrocinata dal MIBAC, si svolgerà quest’anno sabato 11 e domenica 12 maggio. Si apriranno in tutta Italia castelli solitamente preclusi alla visita, si terranno tavole rotonde, mostre e dibattiti per la valorizzazione dell’immenso patrimonio castellano del nostro paese. Le iniziative organizzate in Campania si articoleranno in tutte e cinque le provincie:

In provincia di Avellino, a Bagnoli Irpino visite guidate al castello Cavaniglia ore 10 – 13 a cura della Pro – Loco e dell’Istituto Italiano dei Castelli. Saranno effettuate visite guidate anche al castello di Gesualdo (a cura della coop. Guido, tel. 345 0459691).

In provincia di Benevento sabato 11 a Campolattaroalle ore 10,30 visita guidata al castello. Visite guidate anche sabato pomeriggio e domenica 12.   Info: 329 2660592.

In provincia di Caserta sabato e domenica mattina, visite guidate al Castello ducale di Sessa Aurunca, ore 10 – 13.  A cura della pro – loco (info: 392 1082779) Sarà visitabile anche la sala espositiva dei reperti archeologici sita nel Castello (info: arch. Gennaro Farinaro tel.  338 4226054.

In provincia di Salerno sia sabato che domenica visite guidate al castello Giusso di Sicignano degli Alburni  (ore 10 – 13; 17 – 19,30 –  a cura del Forum dei Giovani  info 338/8727070 – 388/8608651) e al castello di Agropoli (ore 10 – 12 a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli. Info: dott. Antonio Capano 339 8605936).

Sempre in provincia di Salerno, nell’agro Sarnese – Nocerino, visite guidate al castello Fienga di Nocera Inferiore (sabato e domenica, ore 10,30 – 13/ 15-18,30) a cura dell’associazione “Ridiamo vita al Castello”  info: 320 1906074  328 7640415.

A Napoli, nel week-end, a Castel dell’Ovo dalle ore 10 – 13,30, apertura straordinaria della sede dell’Istituto Italiano dei Castelli, con proiezioni video su Castel dell’Ovo e sui castelli di Napoli. Visita alle mostre fotografiche ed iconografiche sui castelli di Napoli e della Campania. Visita alla cisterna medievale. Accesso libero.

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Bandiere blu, la Campania è diventata la terza regione italiana

Le Bandiere Blu vengono assegnate ogni anno sulla base di 32 criteri: balneabilità delle acque (secondo i dati Arpa), depurazione, raccolta differenziata, aree pedonali, piste ciclabili, servizi in spiaggia, abbattimento delle barriere architettoniche, ricettività alberghiera, educazione ambientale e altro. I Comuni in grado di conservare il proprio patrimonio ambientale e di saperlo promuovere mostrano già di essere quelli maggiormente appetibili per il turismo.

Sono 385 le spiagge più belle d’Italia con la Liguria che guida la classifica nazionale davanti a Toscana e Campania. Sono le Bandiere Blu 2019 assegnate dalla Foundation for Environmental Education (FEE, organizzazione internazionale no-profit con sede in Danimarca che promuove le buone pratiche per l’educazione ambientale) a 183 comuni, 8 in più rispetto ai 175 dello scorso anno, 12 sono i nuovi ingressi, mentre 4 sono usciti.

Premiati anche gli approdi turisti che quest’anno sono 72. Le spiagge italiane premiate in base ai 32 criteri di sostenibilità (dalla qualità delle acqua alla raccolta differenziata) corrispondono circa al 10% di quelle premiate a livello mondiale.

La Campania terza regione con 18 Bandiere soprattutto nella zona cilentana, in provincia di Salerno. Soltanto quattro, invece, i vessilli per il Napoletano.:

Napoli

– Piano di Sorrento – Marina di Cassano
– Sorrento – San Francesco/Marina grande, Riviera di Massa
– Massa Lubrense – Baia delle Sirene, Marina del Cantone, Marina di Puolo, Recommone
– Anacapri – Faro/Punta Carena, Gradola/Grotta Azzurra

Salerno

– Positano – Spiaggia Arienzo, Spiaggia Fornillo, Spiaggia Grande
– Capaccio – Licinella, Varolato/La Laura/ Casina D’Amato, Torre di Paestum/ Foce Acqua dei Ranci
– Agropoli – Torre San Marco, Trentova, Spiaggia Libera Porto, Lungomare San Marco
– Castellabate – Lago Tresino, Marina Piccola, Pozzillo/San Marco, Punta Inferno, Baia Ogliastro
– Montecorice – San Nicola, Baia Arena, Spiaggia Agnone, Spiaggia Capitello
– San Mauro Cilento – Mezzatorre
– Pollica – Acciaroli, Pioppi
– Casal Velino – Lungomare/Isola, Dominella/Torre
– Ascea – Piana di Velia, Torre del Telegrafo, Marina di Ascea
– Pisciotta – Ficaiola/Torraca/Gabella, Pietracciaio/Fosso della Marina/Marina Acquabianca
– Centola – Marinella, Palinuro (Porto/Dune e Saline)
– Vibonati – Torre Villammare, Santa Maria Le Piane, Oliveto
– Ispani – Ortoconte/Capitello
– Sapri – Cammarelle, San Giorgio

Questi gli approdi

Napoli

-Sudcantieri (Pozzuoli)
– Porto Turistico di Capri
– Yachting Santa Margherita (Procida)

Salerno

– Marina D’Arechi (Salerno)
– Porto Turistico di Agropoli (Agropoli)
– Marina di Casal Velino (Casal Velino)
– Marina di Acciaroli (Pollica)
– Marina di Camerota
-Porto Turistico di Palinuro (Centola)

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Quando è nata la prima metropolitana in Italia?

Nel 1883 a Roma nasce la “Società per le Ferrovie Napoletane” costituita da alcuni soci belgi provenienti da Bruxelles e nel 1889 venne inaugurata la prima linea metropolitana (Cumana) che dalla Stazione di Montesanto, a Napoli, conduceva fino alle Terme di Patamia, solo pochi chilometri ad Est dell’odierno capolinea della ferrovia che è la stazione di Torregaveta. Questa fu la prima metropolitana d’Italia, ferrovia economica da Napoli per Pozzuoli e Cuma collegando tutto il litorale flegreo. Uno dei tanti primati della città di Napoli non riconducibili al Regno delle Due Sicilie e meno conosciuti.

Sin dall’inizio, la ferrovia Cumana ha rappresentato non solo un mezzo di trasporto per la cittadinanza ma anche per il turismo balneare, infatti i primi biglietti vennero venduti con l’accesso alla spiaggia e con pranzo in riva al mare, oltre alla possibilità per i viaggiatori di usufruire di escursioni e visite guidate nelle zone circostanti il mare.

Collega per 20 km. il quartiere Montesanto nel centro della città a ridosso di piazza Dante, corso  Vittorio Emanuele, quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli, con la città di Pozzuoli, Arco FeliceBaiaFusaro e Torregaveta. Nata con esercizio a vapore, la Cumana fu elettrificata nel 1927.

Nel 1938, furono fatti importanti lavori di ammodernamento della lineae subentrò la “Società per l’Esercizio di Pubblici Servizi Anonima” (S.E.P.S.A.) nell’esercizio della concessione.

Negli anni 50 la S.E.P.S.A. curò i lavori di costruzioni della linea Circumflegrea che partiva sempre da Montesanto e attraversando i quartieri di Soccavo e Pianura, la città di Quarto passando per Licola (località di mare), ha reso possibile il collegamento tra Napoli e Torregaveta anche attraversando l’entroterra flegreo.

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Mobilità ferroviaria in Campania per il turismo

La mobilità ferroviaria in Campania per il turismo vedrà alta velocità e treni storici in chiave turistica. Saranno in funzione treni storici e nuovi itinerari per gli scavi archeologici, la reggia di Caserta e l’area Flegrea. Le aree interne avranno treni dedicati come il Sannio express (turisti e fedeli possono raggiungere, da Benevento, Pietrelcina, lungo il percorso della fede verso i luoghi natii di San Pio)  e Irpinia Express (118 chilometri immersi nel verde da Benevento e Avellino fino al cuore dell’Irpinia.). E’ la ricca offerta di mobilità in treno che la Regione Campania e Ferrovie dello Stato che lanciano per l’estate 2019 e anche per il 2020.  Recuperato linee storiche nell’anno internazionale del ‘turismo lento’ ma anche potenziato l’alta velocità da aprile ad a ottobre per il Cilento (Freccia rossa da Milano a Sapri per favorire la mobilità nei luoghi simbolo della Campania) e presto ci sarà un treno che collega Napoli ad Assisi

Nel 2019 sono previsti oltre 40 collegamenti in treno storico, promossi in collaborazione con l’assessorato al Turismo della Regione Campania. Il convoglio storico Pietrarsa Express collega in soli 20 minuti Napoli Centrale al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa; il Reggia Express che ferma al Palazzo Reale borbonico di Caserta; Archeotreno Campania che parte dal centro di Napoli per Pompei, Ercolano, Paestum, Ascea e Sapri, le destinazioni archeologiche più famose della regione.

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