Territorio

La transumanza patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Il comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco, riunitosi oggi a Bogotà, ha proclamato la transumanza patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La decisione è stata approvata all’unanimità dai 24 Stati membri del Comitato intergovernativo. Il primato di iscrizioni in ambito rurale e agroalimentare supera Turchia e Belgio.

La transumanza rappresenta la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano in differenti zone climatiche, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi. Il viaggio dura giorni e si effettuano soste in luoghi prestabiliti, noti come ”stazioni di posta”. Una tradizione che affonda le sue radici sin dalla preistoria e si sviluppa in Italia anche tramite le vie erbose dei “tratturi” che testimoniano, oggi come ieri, un rapporto equilibrato tra uomo e natura e un uso sostenibile delle risorse naturali. Oggi la transumanza è praticata soprattutto tra Molise, Abruzzo e Puglia, Lazio, Campania (Lacedonia in Alta Irpinia), e al Nord tra Italia e Austria nell’Alto Adige, in Lombardia, Valle d’Aosta, Sardegna e Veneto.

La Campania è la regione italiana con il maggior numero di riconoscimenti inseriti nella Lista dei Patrimoni Culturali dell’Umanità dell’UNESCO: la Dieta Mediterranea, l’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, le Macchine a spalla di Nola, il Centro storico di Napoli, la Reggia di Caserta, il complesso monumentale di Santa Sofia a Benevento, Pompei ed Ercolano, la Costiera Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento. 

 

Gli elementi culturali al mondo a carattere alimentare e agricolo riconosciuto dall’Unesco in Italia dove l’agricoltura caratterizza la cultura del Paese: 2010 la Dieta Mediterranea; 2014 la Coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria; 2017 il ”pizzaiuolo” napoletano; 2018 l’Arte dei muretti a secco; 2019 la transumanza

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Museo Archeologico Carife – Civiltà Preromane della Baronia

Il Museo di Carife, offerta culturale della provincia di Avellino,  si struttura come un museo archeologico territoriale in cui grande risalto è dato al periodo preromano. Sono esposti prevalentemente reperti di epoca sannitica (V-IV secolo a.C.), provenienti da sepolture tombali. Questi sono stati selezionati tra quelli più significativi recuperati tra il 1980 e il 1990 dalle necropoli parzialmente indagate tra i comuni di Castel Baronia (Serra di Marco) e Carife (Piano La Sala e Addolorata). Si tratta di corredi funerari composti da vasellame fittile e metallico, armi di ferro, oggetti di ornamento personale di ferro e bronzo. 400 reperti allestiti per costruire un itinerario museale finalizzato al racconto della storia del popolamento antico della Baronia.

Carife (Av)

La disposizione del museo è strutturata in tre ambienti differenti, ciascuno dei quali illustra i contesti archeologici prevalenti e i relativi materiali rinvenuti. La sala posizionata a sinistra del piano d’ingresso della struttura vede in esposizione i corredi funerari di Castel Baronia. La al piano superiore ospita i reperti archeologici provenienti dalle necropoli di Carife. Nella sala ingresso sono infine esposti alcuni reperti (laterizi e ceramici) selezionati tra i tanti materiali recuperati sempre a Carife, in località Tierzi nelloscavo di un complesso artigianale di fornaci di epoca romana. Nella sala disposta a destra del piano d’ingresso è allestita la ricostruzione in scala 1:1 di una tomba a camera che riproduce una delle sepolture monumentali intercettate nell’area archeologica dell’Addolorata.

Gruppo “Invasioni Irpine”

Prima della nuova collocazione i reperti hanno avuto diverse ubicazioni. Negli anni Ottanta del secolo scorso erano conservati presso i depositi del Museo Irpino di Avellino. Nel decennio successivo traslocarono nei nuovi magazzini della sede di Avellino dell’allora Soprintendenza Archeologica di Salerno. Dal 2010 hanno trovato definitiva collocazione presso il deposito ubicato nell’ex Carcere Borbonico, sede degli uffici dell’attuale Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Dalla loro scoperta a oggi solo alcuni corredi funerari, sottoposti a parziali interventi di restauro, erano stati esposti al pubblico in una mostra preliminare tenutasi nel 1990 presso il Museo Irpino e successivamente nella mostra  itinerante “Italia dei Sanniti” svoltasi nel 2000 tra Roma, Capua e Benevento.

Promo MUSEO ARCHEOLOGICO DI CARIFE

Il Museo di Carife si struttura come un museo archeologico territoriale, in cui sono esposti prevalentemente reperti di epoca sannitica (V-IV secolo a.C.), provenienti da sepolture tombali, selezionati tra quelli più significativi recuperati tra il 1980 e il 1990 dalle necropoli parzialmente indagate tra i comuni di Castel Baronia (Serra di Marco) e Carife (Piano La Sala e Addolorata). Si tratta di corredi funerari composti da vasellame fittile e metallico, armi di ferro, oggetti di ornamento personale di ferro e bronzo: nel complesso 400 reperti allestiti per costruire un itinerario museale finalizzato al racconto della storia del popolamento antico della Baronia. La disposizione del museo è strutturata in tre ambienti differenti, ciascuno dei quali illustra i contesti archeologici prevalenti e i relativi materiali rinvenuti: la sala posizionata a sinistra del piano d’ingresso della struttura vede in esposizione i corredi funerari di Castel Baronia, mentre quella al piano superiore ospita i reperti archeologici provenienti dalle necropoli di Carife. Nella sala ingresso sono infine esposti alcuni reperti (laterizi e ceramici) selezionati tra i tanti materiali recuperati sempre a Carife, in località Tierzi, durante lo scavo di un complesso artigianale di fornaci di epoca romana. Nella sala disposta a destra del piano d’ingresso è allestito anche uno spazio didattico arricchito dalla presenza della ricostruzione in scala 1:1 di una tomba a camera che riproduce una delle sepolture monumentali intercettate nell’area archeologica dell’Addolorata.

Pubblicato da Museo Archeologico di Carife su Martedì 8 ottobre 2019

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Prima Conferenza dei Distretti Turistici della Campania

Lunedì 18 Novembre, la Prima Conferenza Programmatica di tutti i Distretti Turistici della Campania. I Distretti Turistici saranno protagonisti della nuova programmazione comunitaria 2021-2027 per la valorizzazione culturale e turistica del territorio, con particolare riguardo al turismo sostenibile.

In Campania i Distretti Turistici sono 24 di cui 8 nella provincia di Napoli, 4 nella provincia di Avellino, 3 nella provincia di Caserta, 6 nella provincia di Salerno, 2 nella provincia di Benevento, mentre il Distretto Turistico Partenio ricade in parte nella provincia di Avellino ed in parte nella provincia di Napoli.

Il turismo in Italia rappresenta il 16% del Pil nazionale per questo dobbiamo dare vita ad un modello che rispetti i territori. Puntare sul Turismo Ambientale, su un turismo che sia sempre più sostenibile e meno burocrazia. In Campania aumenta il turismo culturale con un aumento del flusso turistico delle aree interne dell’1,2 %.  Cresce dunque il turismo basato sullo star bene, sull’agroalimentare e sulla cultura e crescono anche le aree interne meno conosciute.

Ora il messaggio dei Distretti Turistici nella Prima Conferenza Programmatica è chiaro: partiamo con la Zona a Burocrazia Zero. La norma ci consente di fare la Pianificazione Strategica – sono state le parole di Vincenzo Marrazzo, presidente del Coordinamento di tutti i Distretti Turistici della Campania. Mettiamoci tutti insieme con gli imprenditori, facciamo da cerniera ma che sia quella dei Distretti Turistici una vera Zona a Burocrazia Zero. Scommettiamo su questa sinergia, coinvolgiamo il mondo delle Università. Facciamo in modo che i nostri giovani non vadano via ma credano sempre di più in uno sviluppo turistico che non ha nulla da inventare. Il nostro mare, le nostre montagne, la nostra cucina rappresentano un patrimonio che nessuno ha al mondo.

Alla Prima Conferenza Programmatica di tutti i Distretti Turistici della Campania Andrea Cozzolino, Europarlamentare, relatore nuovo FESR, Fondo di Coesione UE 2021 -2027. “Siamo alle battute finali di un lavoro che stiamo svolgendo in Parlamento Europeo con i nuovi regolamenti Comunitari. Nei prossimi mesi avremo questo strumento importante che per la prima volta riconosce la funzione dei Distretti Turistici come Enti di programmazione di risorse comunitarie. Non avremo più solo le Regioni impegnate nella programmazione delle risorse comunitarie, ma avremo il protagonismo dal basso dei distretti turistici. In questi distretti si possono costruire alleanze importanti tra imprese, associazioni, cittadinanza, istituzioni.  Le risorse comunitarie saranno una grande opportunità di sviluppo turistico ed economico del territorio.

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Coldiretti, l’agricoltura italiana è la più green d’Europa”

Da un’analisi Coldiretti/Symbola (fondazione che promuove e aggrega le Qualità Italiane) diffusa in occasione della presentazione del Rapporto Greenitaly emerge che l’agricoltura italiana è oggi la più green d’Europa, con 295 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute e con 415 vini Doc/Docg, l’agricoltura italiana è la più green d’Europa, con una crescita che ne alimenta il successo in tutto il mondo. il nostro Paese vanta anche la leadership nel biologico con 72mila operatori che hanno deciso di non coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm). Non solo. In base a quanto contenuto nel “Rapporto sulla competitività dell’agroalimentare italiano”, redatto da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), l’agricoltura italiana è in prima linea anche nella promozione della biodiversità. Sono, infatti, 40mila le aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione.

La Coldiretti ci fa sapere che l’Italia è ai vertici mondiali per aree coltivate in agricoltura biologica con 1,95 milioni di ettari nel 2018 pari al 15,5% della superficie agricola ma è anche leader globale nelle produzioni di qualità con 5.155 prodotti agroalimentari tradizionali e con il 20% in più di prodotti a denominazione di origine (Dop, Igp e Stg) rispetto alla Francia e il 147% in più di quelli registrati dalla Spagna. Anche per quanto riguarda la sicurezza alimentare. Fra i cinque Stati europei più importanti dal punto di vista dell’agricoltura, l’Italia è, infatti, quello con il minor numero di prodotti con residui chimici oltre i limiti di legge con appena lo 0,8% del totale contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari.

L’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme comunitarie.  Deve dunque difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile, una risorsa strategica per avviare una nuova stagione di sviluppo economico e lavoro.

 

 

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Rete Regionale dei Borghi Abbandonati della Campania.

Sarà presentata sabato 22 giugno alle ore 18.30 presso l’Antiquarium di Palinuro la Rete Regionale dei Borghi Abbandonati della Campania per la tutela, valorizzazione e recupero del patrimonio storico-culturale. Si tratta di un un progetto di partneriato che vede Centola, Comune capofila e l’adesione di altri 14 Comuni delle Province di Avellino, Benevento e Salerno. Il più importante impulso per lo sviluppo turistico dei Comuni che, facendo sistema e mettendo in rete il patrimonio storico, artistico, religioso e culturale, avranno quindi la possibilità di esprimere un’innovativa e più diffusa offerta turistica, unica o complementare a quelle già esistenti.

Oltre alla valorizzazione e al potenziamento di siti e itinerari, si deve lavorare sul recupero e la valorizzazione delle aree interne e di tanti piccoli borghi abbandonati. Hanno sottoscritto il protocollo i Comuni di Apice (Bn), Aquilonia (Av), Casalbore (AV), Castelnuovo di Conza (SA) Centola (Sa), Cerreto Sannita (Bn), Conza della Campania (Av), Melito Irpino (Av), Montoro (AV), Romagnano al Monte (Sa), Roscigno (Sa), Senerchia (Av), Taurasi (Av) e Tocco Caudio (Bn).

La Rete vuole rappresentare la messa a sistema del complessivo patrimonio culturale oltre le specifiche storie dei luoghi coinvolti. E’ la costruzione di un itinerario, le cui suggestioni sono raccontate dalle tradizioni e dalla storia dei paesi coinvolti, un itinerario che si snoda tra quello che resta della civiltà rurale, episodi architettonici, paesistici e ambientali. Tra le prime attività della Rete dei Comuni rientra l’organizzazione di una mostra iconografica itinerante, dal nome affascinante “Cas Carùte”, che sarà inaugurata sabato a Palinuro subito dopo il convegno di presentazione attraverso la quale saranno presentate e illustrate le principali specificità d’interesse storico dei Borghi della Memoria della Campania.

 

Le attività di promozione della Rete sono realizzate grazie al supporto della Regione Campania e ci auguriamo che ben presto siano attuate nuove misure a sostegno di questa importante iniziativa perchè le aree interne hanno molto da offrire e diventare attrattori turistici.

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Piccoli Comuni, torna la festa “Voler bene all’Italia”

Torna “Voler bene all’Italia”, la festa dei Piccoli Comuni all’interno della campagna PiccolaGrandeItalia, promossa appunto per custodire l’identità e la memoria storica conservate nei piccoli nuclei del nostro Belpaese.  Si terrà in tutta Italia domenica 2 Giugno, Festa della Repubblica, finalizzata a dimostrare e chiedere con forza che alcune politiche rivolte ai piccoli comuni vengano messe a sistema per permettere loro di essere territori di innovazione, facendo un salto di contemporaneità nella governance locale, nelle opportunità di lavoro, nella presenza di servizi e offerta formativa, nella qualità della vita diffusa che pure resta altissima in questi luoghi dell’Italia del buon vivere.

Voler Bene all’Italia organizzata con Legambiente e Uncem (Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani), è sostenuta quest’anno da Poste Italiane che riafferma l’importanza strategica della presenza capillare sul territorio, a servizio dei cittadini, delle amministrazioni e delle imprese locali. Unpli, che promuove anche la festa nazionale delle Pro Loco, forza motrice del dinamismo dei borghi. Open Fiber un operatore wholesale only, che realizza infrastrutture di telecomunicazioni interamente in fibra ottica per poi offrirla agli operatori telefonici.

Il futuro dell’Italia passa dalle sue aree interne. Purché le politiche pubbliche sappiano dare risposte a quello spazio grande di innovazione e possibilità che sono i piccoli comuni e andare incontro ai tanti innovatori che li abitano.

Il 2 giugno i Piccoli comuni aprono le loro porte ai turisti organizzando tanti momenti di partecipazione per condividere, tradizioni, bellezza, qualità della vita.
I comuni che organizzano eventi per Voler Bene all’Italia 2019 in Campania

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