Borghi

FontanarosArtepietra, 5° Simposio Internazionale di scultura in Pietra

FontanarosArtepietra, 5° Simposio Internazionale di scultura in Pietra dal titolo “Scolpire all’aperto” che avrà luogo nel borgo antico del paese di Fontanarosa in provincia di Avellino, comune irpino famoso per la lavorazione della paglia e della pietra. Famoso è il carro alto 28 metri fatto da paglia intrecciata e trainato da buoi che ogni anno, il 14 agosto, viene portato per le vie del paese, patrimonio culturale.

Un piccolo comune irpino ricco di tradizioni e buon cibo a circa 500 metri d’altitudine, tra le valli dei fiumi Frédane e Calore, in un territorio fertile e ricchissimo di sorgenti d’acqua, come attesta chiaramente il toponimo stesso del paese. Nella città è presente una sorgente di acqua ferruginosa, il cui colore si avvicina al rosa, caratteristica da cui ha preso origine il toponimo. Altri studiosi pensano che il nome si riferisca ad una famiglia gentilizia, ma la prima ipotesi è più accreditata: anche lo stemma della città si riferisce ad una fontana.

FontanarosArtepietra si svolgerà dal 4 al 18 maggio e sarà l’occasione per rilanciare la Pietra di Fontanarosa e con essa la nobile arte legata alla sua lavorazione, estratta direttamente dalle cave presenti sul territorio che ha trovato ampio uso nella Reggia di Caserta.

Con la partecipazione di artisti di fama internazionale (Costa Rica, Turchia e Paesi Bassi) oltre ai famosi “scalpellini di Fontanarosa”, si prevede la realizzazione di sculture e un bassorilievo dal tema “Fontanarosa ed il Carro”.

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Galleria Borbonica e il coccodrillo della leggenda

Un ritrovamento straordinario è avvenuto nelle viscere della Galleria Borbonica durante le operazioni di scavo che sono state fermate quando sono emerse le prime ossa e denti aguzzi di quello che potrebbe essere il leggendario rettile celato nelle segrete del Maschio Angioino.  La notizia è stata data a giugno del 2018 quando durante gli scavi sotto Pizzofalcone, sono stati rinvenuti i resti di un coccodrillo del Nilo che superava i 2 metri. Da studi fatti, risalgono a un periodo compreso tra il 1643 e il 1666 e si tratterebbe proprio quello a cui fa riferimento la leggenda del mostro marino che si cibava dei prigionieri rinchiusi nel Maschio Angioino e nuotava nella fossa sottostante al castello. Nei sotterranei del castello ci sono due prigioni: la “prigione della congiura dei Baroni” e la “fossa del miglio” che inizialmente era usata come deposito del grano ed in seguito fu usata per rinchiudere i prigionieri e prese il nome di “fossa del coccodrillo”.

Benedetto Croce e poi anche Dumas scrivono che i rinchiusi man mano continuavano a sparire, proprio per colpa di un coccodrillo che infestava le fosse della prigione.

 

 

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2019 dichiarato Anno Nazionale del Turismo Lento.

Il 2019 sarà l’anno nazionale del turismo lento, il progetto è diventato realtà per un’Italia dei viaggi di qualità con “l’Atlante digitale dei cammini”, prima mappatura mai realizzata che sul portale cammini d’Italia  raccoglie percorsi da affrontare a piedi e non solo. Tra le proposte di viaggio, si spazia dai treni storici di Fondazione Fs Italiane sulle nove linee ferroviarie riattivate ad hoc per un totale di 600 chilometri, che nel biennio 2016-2017 hanno attirato 130.000 turisti (dato cresciuto del 45% rispetto al biennio precedente), agli itinerari culturali, i cammini, le ciclovie, i viaggi a cavallo, località montane, borghi ricchi di monumenti, patrimoni storico-culturali, percorsi segnati e quant’altro. Tutto in un’ottica di lentezza e sostenibilità e a portata di tutti che porterà sviluppo ai luoghi con le loro memorie, conoscenze e artigianalità per renderli luoghi unici. Come il 2016 è stato l’anno nazionale dei cammini, il 2017 l’anno nazionale dei borghi e il 2018 l’anno del cibo italiano, il 2019 sarà l’anno del turismo lento.

Itinerari sostenibili per scoprire il Belpaese in modalità slow e per la Campania potrebbe essere un’occasione importante per far conoscere itinerari ancora poco esplorati. Sarà soprattutto la montagna a essere la grande protagonista di quest’anno e l’Irpinia la fa da padrona. I dati che riguardano la nostra regione, ci presentano un settore dinamico con ritmi di crescita positivi dove però le presenze (ossia il numero di notti trascorse dai viaggiatori su un territorio) fotografano anche un turismo di passaggio che predilige soggiorni brevissimi e non vere e proprie vacanze. L’invito a “rallentare” nella scoperta di nuovi luoghi è dunque un’occasione in più per raccontare possibilità e occasioni di scoperta e conoscenza di un territorio come il nostro.

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FAI, dal 1975 l’impegno per i Luoghi del Cuore

Dal 1975 il FAI si impegna ogni giorno per proteggere la bellezza del nostro Paese e per raccontarla agli Italiani di oggi e a quelli di domani. Quest’anno è la nona edizione del censimento dei luoghi italiani da non dimenticare. Siti per noi speciali perché legati alla nostra identità e alla nostra memoria. Piccoli o grandi, famosi o sconosciuti, questi luoghi ci emozionano e raccontano la nostra storia personale: un sogno, una scoperta, una gioia, un rifugio. Vederli in stato di degrado o di abbandono, senza la cura necessaria a proteggerli o un’adeguata valorizzazione per farli conoscere, ci rattrista, ci ferisce ma ci fa anche impegnare e lottare per offrirgli un futuro.
Sono centinaia di migliaia i voti ricevuti online dal FAI, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, dai cittadini di piccoli e grandi tesori che amano e che vorrebbero salvare.

SENSIBILIZZAZIONE, CONOSCENZA, TUTELA E VALORIZZAZIONE

“Che cosa sono i Luoghi del Cuore? E’ come se infinite piccole fiammelle venissero accese nelle città, nei paesi aggrappati alle colline, lungo le frastagliate coste, attraverso le pianure, in mezzo agli alberi dei boschi, lungo i fiumi…sono quei luoghi che gli uomini hanno amato, vissuto, intravisto, sognato, con nostalgia ricordato”. Giulia Maria Mozzoni Crespi
(Tra i fondatori del FAI)

Questi i risultati per la Campania segnalati e votati nei primi 100 posti :

6° – PARCO DELLA RIMEMBRANZA, NAPOLI CON 17.139 VOTI
19° – CONVENTO DI SAN VITO – MARIGLIANO, NAPOLI – CON 9.096 VOTI

26° – SANTA MARIA DEGLI ANGELI – AVERSA, CASERTA – CON 6.580 VOTI

38° – VILLA ROMANA DEI BAGNI DELLA REGINA GIOVANNA – SORRENTO, NAPOLI – CON 5.409 VOTI

43° – ROCCA MONTIS DRAGONIS – MONDRAGONE, CASERTA – CON 4.847
VOTI

60° – CASTELLO – MERCATO SAN SEVERINO, SALERNO – CON 3.584 VOTI

61° – SANTA MARIA A CERMENNA – PIANO DI SORRENTO, NAPOLI – CON 3.504 VOTI

69° – CHIESETTA DELL’ARCO – SANTA TECLA-CASTELPAGANO, SALERNO – CON 3.129 VOTI

72° – TRITTICO DI PIANTANOVA, PINACOTECA PROVINCIALE SALERNO – SALERNO – CON 3.017 VOTI

74° – PARCO SOMMERSO DI GAIOLA – NAPOLI – CON 2.938 VOTI

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La vendemmia eroica candidata Patrimonio Culturale Immateriale Campano.

La vendemmia eroica, la coltivazione della vita maritata al pioppo, è stata candidata per essere iscritta nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano. La proposta è stata formulata dalla Pro Loco presieduta da Michele Autiero e sottoscritta anche dall’Amministrazione Comunale.
Con il termine vendemmia eroica si fa riferimento all’antica tecnica della coltivazione e raccolta dell’uva asprinia.
“Eroica perché – spiega il presidente della Pro Loco Autiero – i coltivatori, con abilità e maestria, riescono ad arrampicarsi fino a 15 metri di altezza con l’ausilio del proprio Scalillo, ossia una scala stretta e lunga personalizzata. I pioli, infatti, sono posti ad una distanza tale da permettere al “Vitignatore” di incastrarvi il ginocchio e avere entrambe le mani libere per raccogliere l’uva. L’uva raccolta viene messa in una cesta, chiamata “Fescina”, a forma conica con estremità a punta in modo che quando arriva a terra, si conficca nel terreno e rimane stabile. Questa antica tecnica permette di raccogliere i grappoli a maturazione parziale in maniera tale da conservarne il tipico colore e grado di acidità che caratterizza poi la freschezza e l’asprezza del vino”.

La Vendemmia Eroica dell’Uva Asprinia si svolge tra i filari di Alberata Aversana: singolare ed affascinante sistema di allevamento per l’asprinio. È un vitigno unico nel suo genere e consiste nel far arrampicare i tralci delle viti intorno ad alti pioppi (da qui il nome di Vite Maritata al Pioppo), che fungono da tutori, raggiungendo anche i 15 metri di altezza e formando vere e proprie barriere vegetali.

 

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Record di presenze al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.

Record di presenze al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa nel 2018.
Oltre 170mila le persone che, provenienti da tutto il mondo, nel corso del 2018 hanno varcato i cancelli del sito, incrementando di oltre il 50% il numero di visitatori raggiunto nell’anno precedente. Un risultato incoraggiante ottenuto grazie alla dedizione del personale di Fondazione FS Italiane quotidianamente impegnato nelle attività di gestione e riqualificazione del polo museale.

Concerti, mostre, eventi culturali e fieristici, convegni, spettacoli per grandi e bambini sono alcune delle iniziative che hanno contribuito a confermarne il potere attrattivo. Un lavoro che premia gli sforzi volti a trasformare il Museo da semplice sito espositivo a punto di riferimento per il territorio, in grado di concentrare, promuovere e rilanciare a livello nazionale e internazionale le eccellenze non solo della Campania, ma dell’intero Paese.
Il grande successo è legato, senza alcun dubbio, anche alle dimensioni del sito – 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti – e alla sua particolare collocazione geografica. Affacciato come una enorme terrazza sul Golfo di Napoli, con gli ampi padiglioni distribuiti lungo i viali adornati da giardini che raccolgono esemplari di vegetazione proveniente dai cinque Continenti, il Museo offre spazi che possono essere utilizzati per convegni, mostre, spettacoli teatrali, concerti, eventi mondani.

Completamente restaurato grazie al contributo del Gruppo FS, il Museo di Pietrarsa è uno dei maggiori spazi espositivi al mondo e polo di cultura ferroviaria tra i più importanti d’Europa.
La Fondazione FS, quindi, continuerà l’opera di valorizzazione del patrimonio ferroviario e per il 2019 sono già programmati allestimenti tecnologici e innovativi, tra cui un simulatore di guida di treni a bordo di un convoglio d’epoca, e nuovi servizi di accoglienza per rendere le visite un’esperienza indimenticabile

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