Avellino

Summonte uno dei Borghi più belli d’Italia

Summonte entra nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”. E’ stata consegnata la bandiera “Borgo tra i più belli d’Italia” al primo cittadino di Summonte, Pasquale Giuditta dal presidente Fiorello Primi e alla presenza del sottosegretario Dorina Bianchi, dell’On. Rosetta D’Amelio, del Direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori, il prefetto di Bologna Matteo Piantedosi. Ma il suo impegno non finisce qui, infatti l’on. Giuditta è il presidente del nascente distretto che il Ministro Franceschini e l’assessore regionale al Turismo Corrado Matera, hanno sottoscritto e decretato istituzionalmente: il Distretto Turistico Partenio da oggi può operare a pieno titolo. Il comune sorge nell’area protetta del Parco Regionale del Partenio e gli è stata riconosciuta l’integrità del tessuto urbano, l’armonia architettonica, la vivibilità, la qualità artistico-storica del patrimonio edilizio pubblico e privato, i servizi al cittadino. Un fiore all’occhiello dunque non solo per la nostra Irpinia ma per la Campania e rappresenta per tutta la comunità di Summonte un motivo di grande orgoglio. Centinaia di persone hanno affollato il Centro Congressi Don Alberto De Simone. Tra le autorità presenti il prefetto di Avellino Maria Tirone, il Comandante dei Carabinieri Cagnazzo con il suo vice, l’Abate di Montevergine Dom Riccardo Luca Guariglia, Padre Andrea Davide Cardin, il dott. Antonio Coppola di ACI Napoli, il direttore Generale dell’ASL di Avellino Maria Morgante, Ivo Capone presidente UISP Campania e tantissimi sindaci ed amministratori.
Con questa cerimonia ufficiale si rafforza sempre di più il protocollo d’intesa del 9 maggio 2017, promosso dal Dr. Mauro Felicori Direttore della Reggia di Caserta e il primo cittadino di Summonte on.Pasquale Giuditta, con i comuni del Parternio partecipanti per uno straordinario accordo di promozione territoriale con la Reggia di Caserta.
Dopo la cerimonia, nella Chiesa Madre San Nicola di Bari risalente al XVII sec., l’esibizione dell’Italian Brass Band  e gli zampognari di Montevergine, seguito da degustazione di specialità locali, visite guidate al borgo, al museo civico e al Complesso castellare.
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Talenti Irpini presenta gli Ouverture Gospel Family

Nella chiesa dell’Annunziata di Pietrastornina in provincia di Avellino, si sono esibiti gli Ouverture Gospel Family, gruppo gospel irpino nell’ambito del progetto della Provincia di Avellino “Talenti d’Irpinia”, che da dicembre 2017 a marzo 2018 percorrerà il nostro territorio, un tour che sta riscuotendo parecchio successo in tutta l’Irpinia.

M° Giuseppe Tete

Il gruppo nasce nel 2010 grazie al direttore del centro didattico musicale di Fontanarosa in provincia di Avellino Giuseppe Tete e l’insegnante di canto moderno Barbara Vesce. E’ composto da voci che esprimono emozioni nel classico repertorio del gospel accompagnati da arrangiamenti della musica pop, blues e rock con una serie di melodie e ritmi che non lasciano insensibili tutte le generazioni. Il concerto è stato un vero momento di scambio e convivialità tra la band e il suo pubblico, a cui ha donato, con ognuna delle sue melodie, messaggi di pace e fratellanza.

 

Direzione musicale ed artistica
M° Barbara Vesce

Tra i brani presentati: I Will Follow Him, I Say a Little Prayer, Oh Happy Day …

Il concerto è stato l’alternanza di brani estrapolati dal disco “together” realizzato nel 2014 col supporto della regione Campania e nuove cover arrangiate in modo estremamente originale.
Alla fine del concerto i saluti e ringraziamenti del sindaco di Pietrastornina Dott. Amato Rizzo, dal Parroco Don Stefano Di Matteo e del Vicepresidente della provincia di Avellino Avv. Caterina Lengua.

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Fontana di Grimoaldo (1050- 1138) Basso Medioevo

Molti tesori legati alla sua storia sono sepolti dalla confusione e difficili da individuare ignorando che sono a pochi passi dalle proprie abitazioni. Attendono solo di essere scoperti dal visitatore curioso e la Fontana di Grimoaldo è certamente un sito storico interessante.

La Fontana di Grimoaldo, indicata in un documento del 1138 dell’Abbazia di Montevergine, dandole una datazione longobarda, oggi è nota come Fontana Tecta. Si trova nei pressi della Chiesa di S. Antonio Abate ed era in passato ristoro a numerosi viaggiatori che, provenienti da Salerno sulla via Salernitana, passavano proprio da qui per entrare ad Avellino attraversando il borgo situato a sud della collina della Terra. Veniva utilizzata dagli abitanti del popoloso e povero Borgo Sant’Antonio, uno dei più antichi Rioni di Avellino. Il suo nome deriva dalla persona che ne promosse l’arricchimento estetico e funzionale.

Nel 1650, dopo i gravi tumulti della rivolta di Masaniello, l’Università di Avellino impegna il pubblico danaro per costruire due lavatoi, a cui affluivano le acque del Torrente Fenestrelle, che le massaie utilizzavano per le faccende domestiche. Sulle lesene laterali vi erano quattro bassorilievi in pietra calcare raffiguranti leoni rampanti. Nell’Ottocento a seguito dell’apertura della strada dei Due Principati il vecchio percorso viene sempre più trascurato e così anche la Fontana Tecta.

Mappa

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Palazzo Caravita, a Sirignano riapre il palazzo del principe

Il palazzo Caravita di Sirignano, in provincia di Avellino, si trova in territorio baianese e, secondo un documento del borgo medioevale, sarebbe nato nel 1130. Nel Medioevo, Sirignano fu un “casale di Avella” e feudo degli Angioini. Successivamente diventò proprietà dell’Abbazia di Montevergine, della Real Casa della Santissima Annunziata di Napoli e di vari casati nobili. Il paese ha dato i natali al Principe Giuseppe Caravita, nipote di Tomasi di Lampedusa e sindaco del paese nel 1888. Notizie certe del castello Caravita si hanno nel 1754, allorquando era posseduto da Vincenzo Caracciolo della Gioiosa, barone di Sirignano.

Nella prima metà dell’800, dai Caracciolo della Gioiosa, i beni dell’ex feudo di Sirignano passarono ad altri proprietari, fino a quando, nel 1884, furono acquistati da Giuseppe Caravita, principe di Sirignano, il quale restaurò l’antico palazzo feudale (in Piazza Principessa Rosa), facendone uno splendido centro di ritrovo per nobili e artisti e meta ricercata dell’aristocrazia napoletana frequentato, tra gli altri, dal poeta Salvatore di Giacomo e dal tenore Enrico Caruso. Dopo un lungo periodo di chiusura, il Castello Caravita di Sirignano riapre le porte alla comunità.

Sabato 16 dicembre torna al pubblico la maestosa fortezza. A fare gli onori di casa ci penserà il sindaco, Raffaele Colucci, insieme ai componenti della propria Amministrazione che in questi anni hanno lavorato per riportare la magnifica struttura agli antichi splendori. “Nel 2018 – spiega il sindaco Colucci – è nostra ambizione insediare all’interno del Castello una sede universitaria attivando dei corsi di laurea. Un progetto culturale su cui siamo pronti a profondere ulteriori sforzi, anche per consentire un’ulteriore crescita economica e sociale del nostro territorio e dell’intero Mandamento”.

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Il Pino Irpino, un’idea, un viaggio … “Irpinia ti voglio bene”.

la Carovana della solidarietà, giunta alla sua quarta edizione, attraversa l’intera provincia di Avellino al grido di “Irpinia ti voglio bene”. Sei ragazzi con tanta voglia di fare e senso di appartenenza alla propria terra irpina su un furgone che percorre in tre giorni i 118 comuni della provincia di Avellino. Molte le aziende che hanno sostenuto il progetto facendo fronte alle spese di questo lungo viaggio da fare in 60 ore percorrendo 935 chilometri. Il Pino Irpino (progetto culturale e sociale) ha deciso di aiutare chi in questo periodo delle festività ha difficoltà e alla fine del viaggio solidale, sull’albero che il comune di Avellino ha montato sul corso Vittorio Emanuele, ci saranno decorazioni raccolte in ogni paese visitato e ai suoi piedi tanti doni offerti. Ci sarà  uno speciale presepe provinciale formato dalla raccolta di un pastore o un personaggio in ogni comune visitato

Un solo viaggio lungo tre giorni attraverso l’intero territorio provinciale incontrando persone, ascoltando storie e tradizioni ed osservando spettacolari scorci irpini, con l’obiettivo di accorciare le distanze non solo geografiche ma soprattutto sociali.  Per unire tutte le comunità irpine e dimostrare che i giovani della nostra provincia amano la loro terra, spesso abbandonata e difficile da vivere.

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Le tappe 2017

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Santuario di San Gerardo – Materdomini – (Avellino)

Le notizie più antiche sull’esistenza del Santuario, risalgono all’anno 1200, quando tra i beni amministrati dall’arcidiocesi di Conza, risulta esservi la chiesa presso Caposele, in una località chiamata poi Materdomini sotto il titolo di Sancta Maria de Silere (Santa Maria del Sele) poi chiesa di Mater Domini. nel XVII secolo furono aggiunti nuovi ambienti per accogliere i pellegrini e gli eremiti che desideravano dedicarsi alla preghiera in solitudine e penitenza. Sant’Alfonso Maria de Liguori salì su questa collina per venerare la Madonna e ne fu tanto rapito da fondarvi un collegio dei Redentoristi. Gerardo Maiella nacque a Muro Lucano, in provincia di Potenza, nel 1726. Morì giovanissimo a Materdomini il 16 ottobre del 1755 alla giovane età di 29; il corpo è custodito sotto l’altare principale. Il Santuario a lui dedicato a Materdomini, frazione di Caposele, in provincia di Avellino, su una delle colline della Valle del Sele, iniziò la sua attività apostolica il 2 novembre 1746. Luogo di culto e di pellegrinaggio molto frequentato. Il Santo infatti è il protettore delle madri e dei bambini, e per questo gli abitanti di molti comuni della Campania usano spesso recarsi in questa basilica ogni anno, in segno di devozione. A lui, Missionario Redentorista, sono attribuiti molti miracoli.

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