Benevento

Pietraroja

Pietraroja sorge sulle pendici della parte orientale della catena del Matese nella provincia di Benevento. È una località di montagna, circondata da boschi ricchi di sorgenti, tra il monte Mutria e il passo di Santa Crocella, in località Tre Valloni, si trovano le sorgenti del Titerno.

Pietraroja nacque come centro dei Sanniti Pentri, che abitavano la zona appenninica centro-meridionale compresa fra le Mainarde e il Matese, e posero la loro capitale a Bojano. L’abitato attuale non coincide con il villaggio sannita, in quanto il paese è attualmente alla sua quarta edificazione, posteriore al terremoto del 5 giugno 1688. Certamente gli abitanti del villaggio furono coinvolti nelle Guerre sannitiche, nonché in quelle sociali contro Roma, subendo il genocidio dei Pentri perpetrato da Lucio Cornelio Silla.

Questo paesino in pietra è divenuto famosissimo per il ritrovamento dell’unico reperto di dinosauro  in Europa: il dinosauro Ciro alias “Scipionyx samniticus”, un fossile di dinosauro unico al mondo. Si tratta del più grande ritrovamento fossile mai fatto in Italia per questo tipo di animali.

Vale la pena fare una passeggiata nel piccolo borgo ed ammirare le bellezze naturali che lo circondano. Pietraroja ospita il Museo Paleolab dedicato al mondo dei dinosauri con tante attrattive per i bambini.

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Breve storia di Faicchio

Il centro storico è situato in una posizione elevata rispetto al corso del fiume Titerno e si è sviluppato intorno al Castello medievale costruito nel XII secolo per volere dei conti Sanframondo in una posizione strategica fra i monti Acero e Gioia. Fa parte della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro ed è in provincia di Benevento.Probabilmente fu sede di un insediamento romano come testimoniano i resti di un acquedotto romano, di un criptoportico e di un ponte di tale epoca, ponte Fabio Massimo, risalente al III Secolo a.C. che originariamente serviva ad agevolare le comunicazioni con il Matese e il Monte Erbano.  Verso il vicino monte Monaco di Gioia, è  visitabile una delle grotte più belle e meglio conservate dedicate al culto di San Michele. Questa grotta di origine longobarda, posta a circa 500 metri di altitudine, presenta un’apertura semicircolare dell’altezza di sei metri e dei bellissimi affreschi di scene sacre risalenti al XII secolo, di chiaro influsso bizantino. Punto di partenza per numerose escursioni naturalistiche in tutta l’area del Parco Regionale del Matese, in particolare verso la vetta del monte Acero, dove sono ben visibili i tre chilometri di mura megalitiche di età osco-sannita (VI secolo a.C.), annoverate tra i maggiori esempi di architettura militare dei Sanniti.

Paese di tradizioni e cultura contadina dell’entroterra sannita nelle vicinanze del massiccio del Matese , è situato alle falde del Monte Monaco di Gioia e del Monte Acero in una conca verde  di elci, ginestre, filari di viti, frutteti e prati

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Sant’Agata de’ Goti, borgo in provincia di Benevento

Antica cittadina con pregevoli opere d’arte, in bella posizione su una terrazza tufacea tra due affluenti del fiume Isclero. E’ importante centro con varie risorse industriali e artigianali.

Sorge sul luogo dell’antica Saticula, città sannitica ai confini della Campania.La cittadina della provincia di Benevento nasce alle falde del monte Taburno nella valle Caudina, dalle cui sorgenti si alimenta l’acquedotto carolino di Luigi Vanvitelli, ed è arroccata su una terrazza tufacea. La città si divide in due parti: una moderna, edificata a partire dalla fine del XIX secolo e l’altra di fondazione romana, situata su una rocca di tufo. La pianta del centro storico è fatta a semicerchio tutt’intorno si estendono le colline. Nella zona nord del territorio sono venute alla luce delle necropoli che risalgono al 300 a.C..Sono normanne il Duomo, la chiesa di Sant’Angelo de Munculanis (risale all’epoca longobarda), il castello ducale (rudimentale torre longobarda), la chiesa della Madonna del Carmine, la chiesa trecentesca di San Francesco di Assisi (sede di una mostra archeologica con una sezione dedicata ai Sanniti e una sezione dedicata al periodo longobardo), con gli affreschi del pittore Giaquinto dell’inizio del Settecento e il maestoso Palazzo Vescovile (esempio di architetture seicentesche), oltre a numerosi reperti di epoca romana. Sono prodotte qui le mele annurca, e i vini Falanghina e Aglianico.

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Cusano Mutri nel Parco Regionale del Matese

Cusano Mutri ha origine dall’antica città sannitica Cossa distrutta dai Romani insieme a Telesia. Fa parte del Parco regionale del Matese e della Comunità Montana del Titerno.

Patria del fungo porcino, delle sagre e dell’infiorata (tradizione di infiorare le strade del paese in occasione della festività religiosa del Corpus Domini), è in provincia di Benevento, al confine tra Campania e Molise sul versante sud del Matese, inglobato nell’antico Sannio Pentro adagiata su uno sperone roccioso. Arroccata intorno a un castello, Cusano Mutri ha case in pietra, vicoli, archi e scalinate tortuose. Il centro storico di Cusano Mutri, borgo tipicamente medievale, conserva ancora tutto il suo fascino originario caratterizzato dalle stradine tortuose, ampie scalinate, dagli archi e dalle case con portali e finestre in pietra lavorata locale. È la Porta di Mezzo che immette nel centro storico, per poi salire fino al punto più panoramico del borgo. La chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo è la più antica, sorge sulla spianata vicina al luogo dove era sito il castello  distrutto da un’insurrezione popolare nel XVIII secolo. e di cui oggi si vedono alcuni ruderi, nella zona più alta del paese (Terra Alta).

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