Caserta

Piedimonte Matese la naturale porta d’ingresso del Matese

La città di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta,  è situata allo sbocco di due profonde gole che tagliano il versante meridionale del Matese. Il centro abitato è articolato alle falde di tre monti, Monte Cila, Castello e Monte Muto, allo sbocco di tre valli, Valle Paterno, Valle del Rivo e Valle del Torano. Le sorgenti del Torano e del Maretto, che sgorgano nel centro cittadino, sono il segno inequivocabile della presenza, all’interno del massiccio montuoso, di imponenti fenomeni carsici sotterranei. Le acque delle due sorgenti vengono convogliate fin dagli anni cinquanta del novecento nell’Acquedotto campano.

Il centro storico, di impronta tipicamente medievale, è addossato alla montagna e percorso da stretti vicoli a gradoni. Centro di produzione culturale di antico ed attuale prestigio annovera numerose e pregevoli testimonianze artistiche, chiese e palazzi innalzati in vari periodi storici, testimonianza della continuità di produzione artistica. L’abitato, sviluppatosi soprattutto nel tardo Medioevo, si presenta come un antico centro in posizione naturalmente strategica e conserva alcune felici caratteristiche ambientali cui si adeguano decorosamente anche le posteriori costruzioni barocche.

 

leggi tutto

Prata Sannita

Prata Sannita è un paesino collinare all’estremo limite della provincia di Caserta. E’ situato sul versante meridionale del Matese, alla falde della rava di monte Favaracchi. Il comune presenta due nuclei abitativi di differente origine: la medievale Prata inferiore, con il borgo fortificato e l’imponente castello, e la più recente Prata superiore.

Il territorio ha sempre favorito l’insediamento umano come dimostrano i resti ritrovati nell’area del convento di S.Agostino che risalgono a circa 75.000 anni fa. Dopo le guerre sannitiche anche Prata subì gli influssi della dominazione romana, come dimostrano i ritrovamenti di varie ville rustiche, vere e proprie fattorie, la cui costruzione risale ad un periodo che va dal II al III secolo d.C.

Imponente è il castello che si eleva al di sopra del borgo con le sue quattro torri cilindriche. L’impianto attuale è trecentesco di chiara fattura angioina. Il castello appartiene, da centocinquant’anni, alla famiglia Scungio, dopo essere stato di proprietà dei Villacoublay, dei Capuano, dei Sanframondo e dei Pandone.

leggi tutto

L’antica Alvignano in provincia di Caserta

Piccola cittadina in provincia di Caserta, situata di fronte al massiccio del Matese e in posizione collinare, è attraversato dal fiume Volturno e da piccoli corsi d’acqua, come il Rivo Tella, che servono per l’irrigazione dei terreni agricoli.  Il nome Alvignano deriva dal latino medioevale Albinianum, che a sua volta richiama quello di Marco Aulio Albino, un aristocratico vissuto nel sec. II d.C. Nel sec. IX fu totalmente distrutta dai Saraceni, durante le lotte tra i Longobardi Salernitani e quelli Beneventani. Da tale distruzione ebbe origine Alvignano, poichè la popolazione di Cubulteria, per sfuggire alle feroci incursioni, si rifugiò sui Colli Caprensi, dando origine a numerosi casali: San Mauro, San Sebastiano, Rasignano, Marcianofreddo, San Nicola, San Pietro.

Il Castello Aragonese situato su una posizione strategica domina tutta la valle del medio Volturno, composto da quattro torri angolari. Ha mura ben fortificate, sono ancora ben visibile all’interno resti di cucine, depositi, cisterne e un’antica cappella chiamata S.Maria al castello. Il castello fu una fortezza visto lo spessore dei muri. Fu definitivamente abbandonato nel XV secolo in seguito ad un rovinoso terremoto che lo rese inagibile.

La Basilica di San Ferdinando è uno splendido esempio di architettura longobardo-bizantina, ubicata nei pressi del cimitero di Alvignano. Fu costruita a cavallo tra I’VIII e il IX secolo, forse sui resti di un antico tempio romano, dove si pregava la dea Bona; poi trasformato in chiesa in epoca paleocristiana (di cui i saggi archeologici del 1990 ne hanno messo in evidenza i resti) dedicata a Santa Maria e poi, intorno al 1300, a San Ferdinando.

L’Agricoltura è un settore fondamentale per il territorio di Alvignano in quanto la maggior parte della popolazione vive proprio grazie ad essa.  II bosco comunale di Selvapiana degrada dolcemente dalle colline sulla riva sinistra del Volturno in un’oasi naturale, un’area protetta dove la natura è rispettata.

leggi tutto
1 2
Pagina 2di2