Napoli

Galleria Borbonica e il coccodrillo della leggenda

Un ritrovamento straordinario è avvenuto nelle viscere della Galleria Borbonica durante le operazioni di scavo che sono state fermate quando sono emerse le prime ossa e denti aguzzi di quello che potrebbe essere il leggendario rettile celato nelle segrete del Maschio Angioino.  La notizia è stata data a giugno del 2018 quando durante gli scavi sotto Pizzofalcone, sono stati rinvenuti i resti di un coccodrillo del Nilo che superava i 2 metri. Da studi fatti, risalgono a un periodo compreso tra il 1643 e il 1666 e si tratterebbe proprio quello a cui fa riferimento la leggenda del mostro marino che si cibava dei prigionieri rinchiusi nel Maschio Angioino e nuotava nella fossa sottostante al castello. Nei sotterranei del castello ci sono due prigioni: la “prigione della congiura dei Baroni” e la “fossa del miglio” che inizialmente era usata come deposito del grano ed in seguito fu usata per rinchiudere i prigionieri e prese il nome di “fossa del coccodrillo”.

Benedetto Croce e poi anche Dumas scrivono che i rinchiusi man mano continuavano a sparire, proprio per colpa di un coccodrillo che infestava le fosse della prigione.

 

 

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Record di presenze al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.

Record di presenze al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa nel 2018.
Oltre 170mila le persone che, provenienti da tutto il mondo, nel corso del 2018 hanno varcato i cancelli del sito, incrementando di oltre il 50% il numero di visitatori raggiunto nell’anno precedente. Un risultato incoraggiante ottenuto grazie alla dedizione del personale di Fondazione FS Italiane quotidianamente impegnato nelle attività di gestione e riqualificazione del polo museale.

Concerti, mostre, eventi culturali e fieristici, convegni, spettacoli per grandi e bambini sono alcune delle iniziative che hanno contribuito a confermarne il potere attrattivo. Un lavoro che premia gli sforzi volti a trasformare il Museo da semplice sito espositivo a punto di riferimento per il territorio, in grado di concentrare, promuovere e rilanciare a livello nazionale e internazionale le eccellenze non solo della Campania, ma dell’intero Paese.
Il grande successo è legato, senza alcun dubbio, anche alle dimensioni del sito – 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti – e alla sua particolare collocazione geografica. Affacciato come una enorme terrazza sul Golfo di Napoli, con gli ampi padiglioni distribuiti lungo i viali adornati da giardini che raccolgono esemplari di vegetazione proveniente dai cinque Continenti, il Museo offre spazi che possono essere utilizzati per convegni, mostre, spettacoli teatrali, concerti, eventi mondani.

Completamente restaurato grazie al contributo del Gruppo FS, il Museo di Pietrarsa è uno dei maggiori spazi espositivi al mondo e polo di cultura ferroviaria tra i più importanti d’Europa.
La Fondazione FS, quindi, continuerà l’opera di valorizzazione del patrimonio ferroviario e per il 2019 sono già programmati allestimenti tecnologici e innovativi, tra cui un simulatore di guida di treni a bordo di un convoglio d’epoca, e nuovi servizi di accoglienza per rendere le visite un’esperienza indimenticabile

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Cuma Express, il treno dei Campi Flegrei a Napoli

Dal 1° luglio 2018 partirà la tratta ferroviaria con il Cuma Express per connettere i Campi Flegrei con Napoli e promuovere il turismo. I treni del Cuma Express effettueranno fermate nelle stazioni di Mostra, per ulteriori passeggeri, Pozzuoli (per visitare il Tempio di Serapide, l’Anfiteatro Flavio e il Rione Terra), Fusaro (per raggiungere il Parco archeologico delle Terme di Baia); Torregaveta e Cuma (da qui parte la visita per gli Scavi e per la Foresta regionale).  Sono previste otto corse al giorno la domenica e i festivi, si tratterà di un periodo sperimentale che in futuro potrebbe protrarsi a tutta la settimana.

Il biglietto si potrà acquistare sulla piattaforma online dell’Eav insieme ad un voucher che consentirà di ottenere, presso l’ingresso dei siti del Parco archeologico dei Campi Flegrei, il biglietto di ingresso valido per la visita. Il ticket prevede l’opzione, nella data prevista per il viaggio di andata e/o di ritorno, di scendere alle fermate intermedie e riprendere il viaggio con un’altra corsa, così da poter dare la possibilità di visitare più luoghi di interesse. Un servizio finalmente per valorizzare una rete monumentale e territoriale dalla forte vocazione turistica e che fin ora è stata penalizzata per la scarsità di collegamenti col resto della Campania.

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Tesori della Natura in Campania

Dal 23 febbraio al 5 marzo Castel dell’Ovo ospita la Mostra collettiva di Fotografia Naturalistica dal titolo “I Tesori della Natura in Campania”. La Mostra vedrà come assolute protagoniste le bellezze naturali della nostra Regione, relative a tutti i settori della fotografia naturalistica: flora, fauna, paesaggi e mondo subacqueo.

Ad esporre questi tesori è la sezione Campania dell’AFNI (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani), la principale associazione di fotografia naturalistica in Italia; un’Associazione che non ha scopo di lucro e che si propone di tutelare e valorizzare la natura e l’ambiente attraverso la fotografia. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli e sarà ospitato nella Sala delle Terrazze di Castel dell’Ovo, con vernissage previsto per sabato 24 febbraio alle ore 12.

Espongono 15 fotografi: Vincenzo Borzacchiello, Antonino e Vincenzo Caccioppoli, Raffaele D’Agostino, Marco D’Errico, Ciro De Simone, Carlo Falanga, Gabriele de Filippo, Marco Gargiulo, Salvatore Ianniello, Giuseppe Russo, Rosario Schettino, Luca Scudiero, Salvatore Sepe e Antonella Taddei.

I visitatori potranno osservare circa cinquanta stampe in formato 60 x 40 cm; ciascuna stampa avrà a corredo una targhetta con indicati nome e cognome dell’Autore, soggetto e luogo dove è stato effettuato lo scatto ed una interessante descrizione.

Numerosi gli scatti relativi a specie rare di animali e piante, come l’Ululone Appenninico, un piccolo anfibio a rischio di estinzione, la Lontra, splendida abitatrice delle acque del fiume Sele e la Rosalia Alpina, bellissimo e raro coleottero. Fra le rarità la Pinguicola Hirtiflora, un pianta carnivora e la Woodwardia Radicans, ovvero la felce gigante.  Suggestivi paesaggi e il magico mondo della macrofotografia completeranno il quadro espositivo.

Ingresso libero.

Sito web AFNI

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Innamòrati / innamoràti di Napoli

L’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli presenta la terza edizione dell’iniziativa Innamòrati / Innamoràti di Napoli. È il programma di visite guidate da “ciceroni illustri” affiancati da guide turistiche abilitate che nella mattina di domenica 18 febbraio faranno innamorare di Napoli cittadini e turisti. Si andrà alla scoperta e riscoperta di luoghi noti e meno noti raccontati in chiave personale da uomini e donne che lavorano e vivono ispirati dall’amore per Napoli. Il 18 febbraio si articoleranno contemporaneamente le visite dal Maschio Angioino a Trentaremi, dal Centro Antico agli studi RAI di Fuorigrotta, da Castel dell’Ovo al Vesuvio. Circa una cinquantina i personaggi illustri che hanno aderito finora per altrettanti percorsi e monumenti della città. All’associazione di categoria Guide Turistiche Campania è affidata l’organizzazione dell’evento e l’affiancamento nelle visite ai ciceroni illustri, secondo il calendario pubblicato sul sito del comune di Napoli. I cittadini e turisti troveranno online le schede relative a ogni visita e le informazioni per prenotarsi. Le visite guidate sono tutte  gratuite. Per i luoghi dove è previsto un biglietto d’ingresso questo sarà a carico dei partecipanti. Tantissime le strutture che hanno aderito garantendo una riduzione dedicata agli “innamorati”.

Questa iniziativa celebra l’amore per Napoli. L’amore di chi l’ha vissuta, di chi l’ha raccontata o interpretata mettendo in luce uno dei suoi innumerevoli volti. La partecipazione entusiastica dei ciceroni illustri, dei turisti e dei cittadini conferma e rinforza il legame profondo che questa città riesce a stabilire con chi la vive e con chi la visita. Per partecipare è obbligatorio prenotarsi attraverso il sito internet www.guideturistichecampane.it dove è possibile visionare  le informazioni  su ogni singola visita. Per ulteriori dettagli è possibile scrivere una mail all’indirizzo infoinnamoratidinapoli@gmail.com oppure telefonare ai seguenti numeri: 338.2124619 – 328.1764063 – 345.8596649 (da lunedì a venerdì ore 10.00 – 17.00).

PERSONAGGI E LUOGHI

PINA TURCO – MADRINA – Palazzo San Giacomo
ALAN DE LUCA ‐ Da Santa Maria la Nova lungo le strade di Pino Daniele
ALDO PUTIGNANO ‐ Maschio Angioino
ALESSANDRO D’ALATRI – Palazzo Donn’Anna
ALFREDO GUARDIANO ‐ Castel dell’Ovo e Lungomare
ANDREA TARTAGLIA ‐ Spaccanapoli tra storia e cinema
ANNAMARIA GHEDINA – Palazzo Spinellidi Laurino
ANTONELLA BOZZAOTRA ‐ Gradoni di Chiaia Via Chiaia Teatro Sannazzaro Storie di vita e di Teatro
a Chiaia
BRUNO LEONE ‐ Centro Storico con Teatrino delle Guarattelle
CARLO CARACCIOLO – Salone Margherita
CARLO MORELLI – Chiesa di San Potito
COSIMO ALBERTI – Piazza San Gaetano
DOMENICO CIRUZZI ‐ Da Piazza del Plebiscito a Santa Lucia sulle orme del “Giudizio Universale” (V.
De Sica 1961)
ELENA ANTICOLI DE CURTIS – La Sanità
ENZO DE CARO – Palazzo Reale
FABRIZIO MANGONI ‐ L’AMORE NEI DOLCI ‐ da piazza San Domenico a San Gregorio Armeno
FRANCESCO PINTO – Centro di produzione RAI
GIANNI VALENTINO ‐ L’INCANTO: dalla casa di Roberto ed Ernesto Murolo scendendo fino al mare
(accompagnato da musicista Alfredo Cesarano)
GINO GIACULLI – Chiesa Santi Filippo e Giacomo e Museo dell’Arte delle Seta
GIULIO ADINOLFI ‐ Libreria cinema e teatro. Parco Margherita
GIULIO BAFFI – Teatro San Ferdinando
LUCIO ALLOCCA – Circolo artistico politecnico
LUIGI GRIMA – Teatro San Carlo
Maestro MICHELE CAMPANELLA ‐  Il Conservatorio di San Pietro a Majella
MARCO ZURZOLO – Cimitero delle Fontanelle
MARIO BRANCACCIO – Parco Vergiliano ‐ Amori impossibili: Giacomo Leopardi e la musica jazz
MARTIN RUA con AGNESE PALUMBO – Cappella di Sansevero
MASSIMO ANDREI – Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli
MAURO GIANCASPRO e ANTONIO NOCERA Atelier Antonio Nocera
MICHELANGELO IOSSA con esibizione live di Marco Francini ‐ Che mi hai portato a fare sopra a
Posillipo? (Dal Sebeto a Donn’Anna)
PAOLO IORIO ‐ Il Museo del Tesoro di San Gennaro
PEPPE IANNICELLI ‐ NAPOLI NEL MITO: mostra sul Calcio Napoli presso il MANN
PIER ANTONIO TOMA ‐ Villa Pignatelli
PINO APRILE ‐ Napul’è….. addore ‘e mare ‐Molo San  Vincenzo‐Scuola Vela Mascalzone Latino
PINO FERRARO ‐ Lettere d’amore degli emigranti ‐ Maschio Angioino
RAFFAELE MOCCIA ‐ La Pasticceria Napoletana
RAFFAELLA FAGGIANO – Sulle tracce della Napoli Velata
ROBERTO DE LAURENTIS – Il Borgo Orefici
SERGIO GALLORINI ‐ Il quartiere Sanita del docu‐film “Passione” di Turturro          UGO LEONE – Napoli tra i due vulcani : Il Vesuvio e i Campi Flegrei dal  Parco Virgiliano
VALERIO CAPRARA ‐ Quelli della Funicolarte di Chiaia ‐Il Liberty al Vomero
VALERIO CEVA GRIMALDI ‐ Hotel San Francesco al Monte
VINCENZA ALFANO ‐ La Galleria Borbonica : Racconti di Guerra
VITTORIO DEL TUFO con SERGIO SIANO Le grotte di Seiano
YVONNE CARBONARO con Ing. Luigi Cosenza ‐ La storica Villa Belvedere al Vomero

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Catalanesca il vino del Monte Somma, ‘o vino do’ Re

La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini a indicazione geografica tipica «Catalanesca del Monte Somma» comprende gli interi territori amministrativi dei comuni: San Sebastiano al Vesuvio, Massa di Somma, Cercola, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, tutti ricadenti in provincia di Napoli. È un’uva tardiva, che si raccoglie tra Ottobre e Novembre: era consuetudine antica quella di portare i grappoli in pianta fino al periodo natalizio, eliminando man mano gli acini guasti. Fu importata dalla Catalogna, da Alfonso I d’Aragona nel XV secolo, e impiantato sulle pendici del Monte Somma, fra Somma Vesuviana e Terzigno. Dal 2006 è stata ufficialmente aggiunta all’elenco delle uve da vino e la denominazione Catalanesca del Monte Somma IGT è stata creata nel 2011. L’uva catalanesca ha un grappolo di grandezza media, acini di forma lievemente allungata ed una buccia di colore verdastro, che vira al giallo dorato quando raggiunge la completa maturazione. La polpa è bianca e carnosa e viene molto apprezzata per il suo sapore dolce, l’elevato tasso zuccherino la rende adatta alla vinificazione. Dal colore giallo paglierino; dall’odore intenso, floreale e fruttato; dal sapore caratteristico di questo terreno vulcanico; all’olfatto si percepiscono sentori di ginestra, albicocca, acacia, magnolia e una pronunciata vena minerale.

#Catalanesca, parte la corsa al #marchio d.o.p.

#Catalanesca, parte la corsa al #marchio d.o.p.Dopo il riconoscimento del marchio #Igp ottenuto nel 2011, per l’#uva fiore all’occhiello dei comuni del #MonteSomma si mette in moto il percorso per la richiesta della denominazione di origine protetta e del marchio d.o.c. per il #vino che se ne produce. #Docenti universitari, #produttori, #giornalisti, #ParcodelVesuvio, #RegioneCampania e Città Metropolitana di Napoli impegnati in una due giorni al borgo del Casamale di #SommaVesuviana.Interventi del professor #LuigiMoio, ordinario di #Enologia all’#Università “#FedericoII” di Napoli, di Salvatore Di Sarno Sindaco di Somma Vesuviana, del #Presidente dell’#Ente #Parco del #Vesuvio, Agostino Casillo, del #Consigliere #Metropolitano #Delegato al #Parco, Michele Maddaloni, del #Vice #Direttore delle #Politiche #Agricole della #RegioneCampania, #FrancescoDelVecchio, del #Presidente del #Consorzio #Tutela #Vini del Vesuvio, Ciro Giordano, e di Massimo Treqquarti Petrone, dell’Associazione Baccalà Food Experience.

Pubblicato da Città Metropolitana di Napoli su Lunedì 11 dicembre 2017

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