Napoli

Il cibo racconta Napoli

Presentazione del volume “Il cibo racconta Napoli”, terzo volume della collana dedicata alla storia, e nono della SERIE ORO ideata e diretta dalla giornalista Anita Curci, per la Kairòs Edizioni. L’autrice Yvonne Carbonara docente di italiano e storia Università Federico II, traduttrice e scrittrice in spagnolo, giornalista con interviste e recensioni d’arte, letteratura, teatro, ci porta a scoprire l’alimentazione dei napoletani attraverso i secoli fino ad oggi e ripercorre le fasi della storia di Napoli e dei Napoletani attraverso le leggende, gli usi, i costumi e i gusti legati al cibo.

Tra le cucine delle varie regioni italiane quella napoletana affonda le sue origini in radici antichissime come antichissima è la storia delle genti che hanno occupato questo luogo splendido, spesso e a lungo conteso. Si propone qui un compendio del percorso nei secoli del cibo e dell’alimentazione a Napoli intesa come collegamento tra generazioni, così da ricostruire il filo di memorie e cultura che lega i vari momenti della civiltà del mangiare. Per la ricostruzione si è fatto riferimento sia ai manuali classici, sia ai testi letterari, incluse le canzoni napoletane e anche alle leggende tramandate nel tempo. Ne è nato quasi un romanzo storico in cui protagonista è la città e dove re, principesse, cuochi, gastronomi e poeti, insieme alla popolazione narrano, direttamente o indirettamente, di fastosi banchetti o poveri cibi che ancora oggi ritroviamo sulle nostre tavole.

Lunedì 4 dicembre 2017 ore 17,00 presso la Casina Pompeiana in villa Comunale di Napoli, intervengono con l’autrice Yvonne Carbonaro, l’Assessore alla Cultura al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, il drammaturgo Manlio Santanelli e la gastronoma Rosi Padovani. Modera il giornalista Luciano Scateni.

Intermezzi musicali eseguiti dal Maestro Luigi D’Arienzo (piano), Associazione Armonia e I Fisarma’ con Pina Carini, Rosanna Sodano (voci), Giuseppe Maddaloni (fisarmonica e voce), Giancarlo O. Cafazzo (chitarra classica) e Filidei Catalano (chitarra battente, mandolino).

 

leggi tutto

Basilica di San Giovanni Maggiore, Van Gogh in 3D a Napoli

Arriva per la prima volta a Napoli dal 18 novembre al 25 febbraio 2018 “The immersive experience”, la mostra multimediale su Vincent Van Gogh in cui per il visitatore sarà possibile entrare a 360 gradi nelle opere che ha di fronte, vivendo la straordinaria esperienza di immergersi nei quadri del pittore olandese. A fare da cornice al lavoro di Van Gogh sarà la Basilica di San Giovanni Maggiore, pronta ad ospitarne i quadri che hanno fatto la storia dopo aver girato i più importanti musei del mondo. La mostra è prodotta e distribuita a livello internazionale da “Exhibition Hub” e da “Next Exhibition” ed ha tre sezioni. La prima è allestita nella parte laterale della basilica ed è dedicata alla presentazione dell’artista. La seconda è nella navata centrale dove è possibile vedere i suoi lavori, quadri che mutano forma e autoritratti animarsi. Nell’ultima sezione, attraverso la realtà virtuale, sarà possibile “camminare” all’interno di una stanzetta (creata a pochi passi all’altare maggiore) attraverso sette opere diverse.

La mostra non è itinerante, non ha né un inizio e né una fine e chiunque può entrare e seguire il percorso che preferisce, avendo l’emozione di passeggiare dentro un quadro di Van Gogh grazie a un innovativo sistema di proiezioni 3D mapping che proietterà i visitatori in un “mondo” mai esplorato prima, interagendo con essi ed accompagnandoli alla scoperta di ogni dettaglio. Il profondo blu della notte stellata o i colori rilucenti dei tanti girasoli, tutto sarà arte proiettata su ogni parete della Basilica, pronta a trasformarsi in un vero e proprio quadro a quattro dimensioni.

 

leggi tutto

Mostra sui Longobardi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

È la prima volta che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli decide di organizzare una mostra dedicata ad un periodo che segue la caduta dell’Impero Romano. Napoli si farà portavoce del ruolo importante nel Sud Italia giocato dai Longobardi, un popolo che ha significato molto per l’Italia e che ci ha lasciato tantissimo in eredità. Un popolo che invase l’Italia nel VI secolo, entrò in Campania, conquistò Benevento, Capua e Salerno strappando territori al dominio bizantino e tentò invano di prendere Napoli. Una ricostruzione dell’economia e della società di allora dominata da guerre. Un’importante mostra mai realizzata sui Longobardi che sarà inaugurata il 21 dicembre all’Archeologico di Napoli trasformando il museo in un aggregatore di cultura, non soltanto per tematiche legate alla storia antica, ma anche per le vicissitudini dei popoli medievali. Per la prima volta valorizzerà il patrimonio campano altomedievale mettendo in rete il territorio in collaborazione con le città di Benevento,Salerno e Capua, capitali longobarde del Sud.

Oltre 300 le opere esposte, più di 80 i musei e gli enti prestatori, oltre 50 gli studiosi coinvolti nelle ricerche, 32 i siti e i centri longobardi rappresentati in mostra, 58 i corredi funerari esposti integralmente, 17 i video originali e le installazioni multimediali.

Museo archeologico di Napoli

 

leggi tutto

Bacoli  in provincia di Napoli, c’è un albero che cresce al contrario.

Bacoli  in provincia di Napoli, nel parco archeologico di Baia, c’è un albero che cresce al contrario. L’albero a testa in giù, un fico, ha le sue radici nella volta di un locale termale ubicato accanto al Tempio di Mercurio, e sfidando le leggi della natura, anzichè crescere verso l’altro si è sviluppato verso il basso. Si tratta di pianta spontanea in grado di resistere a lungo ai periodi di siccità grazie alle sue radici profonde che le consentono di svilupparsi anche in condizioni difficili e dove vi è scarsità di terra, come tra le pietre. È un fico selvaggio nato da un seme probabilmente trasportato dal vento, che è entrato in una fessura e ricevendo nutrimento dal soffitto.

 

 

L’area del Parco archeologico di Baia comprende resti imponenti di impianti termali e idraulici  Il versante della collina di Baia è occupato da strutture archeologiche disposte su terrazzamenti e denominate Terme di Baia. Si affacciano su un antico cratere vulcanico in parte sprofondato nelle acque marine. Il bradisismo ha fatto inabissare gran parte dell’antica città. Il complesso si presenta come una serie di residenze costituite da nuclei architettonici separati, organizzati su diversi livelli di terrazzamento e messi in comunicazione tramite rampe a gradoni.

leggi tutto

Ischia, la città sommersa di Aenaria

Sott’acqua, nel mare di Ischia, c’è una piccola Atlantide sommersa che sta riemergendo anno dopo anno davanti agli occhi dei subacquei. Il nome dei quest’antica città sommersa è Aenaria, l’antica città sommersa nella baia di Cartaromana, un’Atlantide che pezzo dopo pezzo si svela dal 2011. Per i romani, Aenaria era un importante centro industriale: qui venivano lavorati l’argilla, il ferro, il rame e il piombo. Lingotti, frammenti di imbarcazioni, scarti di lavorazione del piombo, tessere di mosaico, materiale ceramico: testimonianze che vanno dal II secolo a.C. all’VIII d.C. e rimandano alla presenza di un porto molto attivo che importava merci anche dalla Spagna ed era attrezzato con più fonderie. Partendo dal porto si sta ora scoprendo un’intera città, un sito di notevole importanza che testimonia la presenza ormai certa di insediamenti romani nella baia di Ischia.

“Il sito è di notevole importanza – ha dichiarato al Mattino l’archeologa Alessandra Benini, della Soprintendenza – e testimonia la presenza ormai certa di insediamenti romani nella baia. Il ritrovamento di numerosi oggetti in ceramica da commercio e da mensa lascia pensare all’esistenza non solo di un sito portuale ma addirittura di un sito abitativo. E’ probabile che tale sito abbia subito uno sprofondamento sottomarino in seguito a qualche evento passato vulcanico o sismico. Siamo in presenza di un qualcosa di importante e nelle acque di Ischia”.

leggi tutto

La lettera d’amore di una trevigiana alla città di Napoli

La giovane scrittrice trevigiana Valeria Genova  letteralmente innamorata del capoluogo campano scrive su Facebook una lettera per la città dove si è trasferita: “Napoli amore mio”, capoluogo campano ricco di meraviglie e paesaggi mozzafiato. Un post che negli ultimi giorni è diventato virale, raccogliendo 18mila reazioni, più di 8mila condivisioni e 3mila commenti. Un successo che proprio non s’aspettava.

La lettera, nel suo racconto, parla della forza di un popolo, quello napoletano, che a testa alta e con leggerezza riesce ad affrontare i tanti problemi della città e invita a non giudicare certi luoghi per sentito dire o dopo averci trascorso una settimana di vacanza.
Napoli: “È magica, ti prende il cuore, ti ipnotizza”

Di seguito la lettera di Valeria:

Domani sarà l’ultima volta che scenderò giù per andare a casa mia.

È arrivato il momento di parlare di lei, di Napoli.
Quando ho saputo che sarei dovuta andare a vivere laggiù, mi sono sentita male: Benvenuti al Sud non è un’esagerazione, è proprio realtà; io mi sentivo come Bisio, sfigata nel dover andare a vivere in una città piena di problemi come Napoli, mi sentivo non sicura, come se andassi in mezzo al Far West.

Eppure dovevo andarci per stare con la mia famiglia e mi sono fatta coraggio letteralmente, pensando al treno che mi avrebbe portato il più spesso possibile su, nel mio amato e sicuro Nord. Sono passati due anni, due anni in cui ho vissuto Napoli in tutte le sue sfaccettature e non posso sentirmi più scema per tutti i pregiudizi che avevo su di lei. Posso affermare con assoluta certezza e convinzione che Napoli è casa mia; sono una polentona all’anagrafe, ma Napoli è terra mia, la sento mia più della mia terra d’origine,nei suoi difetti e nei suoi mille pregi.

Perché Napoli è magica, ti rapisce, ti prende il cuore, ti stordisce, ti ipnotizza.
Quanto siamo idioti noi del Nord a vivere di pregiudizi, di vita precisa ordinata sempre uguale e monotona, guardando a Napoli come il covo dello schifo, della criminalità e delle nefandezze. Siamo piccoli, molto piccoli. Perché non conosciamo realmente e parliamo senza sapere o andando in vacanza. Un giudizio formulato in una settimana di vacanza! Ridicolo.

Da quando ho iniziato per forza maggiore a trasferirmi ogni due anni, più o meno, ho capito l’importanza del liberarsi da tutti i pregiudizi nei confronti di una città, di un popolo, di una terra, e di immergermi completamente nella vita della città stessa, per capirla, per captarne i pregi, per capire le difficoltà.

In Napoli mi sono tuffata e adesso, non vorrei più uscirne. Vorrei stare per sempre tra le sue braccia, cullata dalle tante cose che la rendono speciale. Sì il clima, sì il mare, sì il cibo…ma Napoli è molto di più! Napoli è cultura, è ricchezza e povertà, è un groviglio di storie e racconti, è poesia e musica, è allegria e caparbietà, è capacità di vivere appieno la vita, è amore e consapevolezza. Ogni angolo di questa città nasconde storia vissuta che respiri perché trasuda, ogni persona sa metterti a tuo agio, ti fa sentire a casa anche se vieni da Tokyo.

Ecco casa.
La capacità dei napoletani di farti sentire come a casa è straordinaria.
Io sono veneta, timida…nel giro di pochi giorni ero già a casa mia e non sentivo la mancanza del mio luogo d’origine.
Non mi sono mai sentita sola. Non ho mai avuto paura di rimanere da sola. Ho trovato forza comprensione solarità capacità, non di nascondere i problemi, ma di affrontarli con il sorriso, a testa alta senza vergognarsi. Ho sentito senso di appartenenza, comunità, rispetto reciproco, vera amicizia. Quando un napoletano si dona a te, fai sempre in modo di tenertelo stretto, perché la dedizione che hanno nei tuoi confronti non la troverai da nessuna altra parte. Napoli, certo, ha mille problemi, la gente lo sa, non lo nega, lotta ogni giorno per questo, ma comunque non si arrende e vive al massimo ogni giorno, col sorriso di chi ha sempre il sole ‘n fronte’. Perché la vita va vissuta così…in maniera leggera per quanto possibile.

Cosa mi mancherà di tutto questo?
Beh…è come se davvero ora dovessi lasciare casa mia.
Mi mancherà tutto: dagli amici ai panorami, dalla cultura alla vita, dal traffico chiassoso alla gentilezza delle persone, da tutta quella storia che le appartiene alle viuzze labirintiche del centro.

Tutto.
Napoli è davvero mille colori e non permetterò più, a chi non c’ha vissuto, di etichettarla come la città della camorra, dei terroni. La difenderò sempre come fosse la MIA città, perché mi ha amato, mi ha protetto, mi ha reso felice più di qualunque altro posto al mondo.
Napoli amore mio.

leggi tutto
1 2 3
Pagina 2di3