Territorio

La vendemmia eroica candidata Patrimonio Culturale Immateriale Campano.

La vendemmia eroica, la coltivazione della vita maritata al pioppo, è stata candidata per essere iscritta nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano. La proposta è stata formulata dalla Pro Loco presieduta da Michele Autiero e sottoscritta anche dall’Amministrazione Comunale.
Con il termine vendemmia eroica si fa riferimento all’antica tecnica della coltivazione e raccolta dell’uva asprinia.
“Eroica perché – spiega il presidente della Pro Loco Autiero – i coltivatori, con abilità e maestria, riescono ad arrampicarsi fino a 15 metri di altezza con l’ausilio del proprio Scalillo, ossia una scala stretta e lunga personalizzata. I pioli, infatti, sono posti ad una distanza tale da permettere al “Vitignatore” di incastrarvi il ginocchio e avere entrambe le mani libere per raccogliere l’uva. L’uva raccolta viene messa in una cesta, chiamata “Fescina”, a forma conica con estremità a punta in modo che quando arriva a terra, si conficca nel terreno e rimane stabile. Questa antica tecnica permette di raccogliere i grappoli a maturazione parziale in maniera tale da conservarne il tipico colore e grado di acidità che caratterizza poi la freschezza e l’asprezza del vino”.

La Vendemmia Eroica dell’Uva Asprinia si svolge tra i filari di Alberata Aversana: singolare ed affascinante sistema di allevamento per l’asprinio. È un vitigno unico nel suo genere e consiste nel far arrampicare i tralci delle viti intorno ad alti pioppi (da qui il nome di Vite Maritata al Pioppo), che fungono da tutori, raggiungendo anche i 15 metri di altezza e formando vere e proprie barriere vegetali.

 

leggi tutto

Record di presenze al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.

Record di presenze al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa nel 2018.
Oltre 170mila le persone che, provenienti da tutto il mondo, nel corso del 2018 hanno varcato i cancelli del sito, incrementando di oltre il 50% il numero di visitatori raggiunto nell’anno precedente. Un risultato incoraggiante ottenuto grazie alla dedizione del personale di Fondazione FS Italiane quotidianamente impegnato nelle attività di gestione e riqualificazione del polo museale.

Concerti, mostre, eventi culturali e fieristici, convegni, spettacoli per grandi e bambini sono alcune delle iniziative che hanno contribuito a confermarne il potere attrattivo. Un lavoro che premia gli sforzi volti a trasformare il Museo da semplice sito espositivo a punto di riferimento per il territorio, in grado di concentrare, promuovere e rilanciare a livello nazionale e internazionale le eccellenze non solo della Campania, ma dell’intero Paese.
Il grande successo è legato, senza alcun dubbio, anche alle dimensioni del sito – 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti – e alla sua particolare collocazione geografica. Affacciato come una enorme terrazza sul Golfo di Napoli, con gli ampi padiglioni distribuiti lungo i viali adornati da giardini che raccolgono esemplari di vegetazione proveniente dai cinque Continenti, il Museo offre spazi che possono essere utilizzati per convegni, mostre, spettacoli teatrali, concerti, eventi mondani.

Completamente restaurato grazie al contributo del Gruppo FS, il Museo di Pietrarsa è uno dei maggiori spazi espositivi al mondo e polo di cultura ferroviaria tra i più importanti d’Europa.
La Fondazione FS, quindi, continuerà l’opera di valorizzazione del patrimonio ferroviario e per il 2019 sono già programmati allestimenti tecnologici e innovativi, tra cui un simulatore di guida di treni a bordo di un convoglio d’epoca, e nuovi servizi di accoglienza per rendere le visite un’esperienza indimenticabile

leggi tutto

Torna la Festa di Sant’Antuono a Macerata Campania

Macerata Campania in provincia di Caserta è pronto a celebrare Sant’Antonio Abate con un mix di tradizioni popolari e religiose, animate dal suono dei bottari, in programma nella cittadina campana dal 11 al 17 gennaio 2019. Riconosciuto dall’UNESCO vivrà con le sue sfilate di carri la festa di Sant’Antuono non solo per tutti i maceratesi, ma per tutti gli amanti del folklore popolare e delle identità campane, accompagnata con il suo piatto tipico della festa è pasta con le castagne lesse accompagnata dal vino di uva fragola, la “Pastellessa”. E’ una tradizione secolare che ha consentito al comune casertano di vantare ampi riconoscimenti sullo scenario nazionale ed internazionale.


Gli antichi riti tradizionali della Festa di Sant’Antuono a Macerata Campania risalgono al XIII secolo quando i contadini del posto percuotevano freneticamente botti, tini e falci nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni dagli angoli bui delle loro cantine. Questo rituale ripetuto poi all’aperto, secondo l’antica leggenda, rappresentava anche un aiuto propiziatorio per il buon raccolto.
Negli anni a seguire sono state introdotte soltanto poche varianti a questo antico rito pagano confluito nella festa religiosa in onore di Sant’Antonio Abate, Santo protettore dalle avversità del fuoco.

Progetto cofinanziato da Regione Campania – Agenzia Regionale “CAMPANIA TURISMO” nell’ambito del «Programma regionale di eventi per la promozione turistica e la valorizzazione culturale dei territori.

leggi tutto

Avellino, la Provincia per “Destinazione Irpinia”

Nella sala Grasso di Palazzo Caracciolo ad Avellino c’è stato il primo confronto voluto dal Presidente della Provincia avv. Domenico Biancardi, per lo sviluppo della promozione turistica e culturale dell’Irpinia. Il primo incontro è stato di un tavolo tecnico dove Biancardi ha invitato i comuni a partecipare in un cambiamento culturale sotto l’aspetto turistico e promozionale, facendo emergere le potenzialità del proprio territorio, la storia. l’arte, i parchi, le chiese e le tradizioni; mettendo insieme una rete territoriale di valorizzazione del proprio patrimonio e promuovendo tutte le aree di grande interesse storico.


Importante sarà la convocazione delle istituzioni scolastiche provinciali. Ci sarà lo scambio culturale di tutti gli alunni della provincia invitandoli a spostarsi in altri territori per la conoscenza
Il progetto “Sistema Irpinia” si porterà avanti sul modello di Avella città di cui è sindaco il Presidente, creando una piattaforma di attrazione turistica per l’Irpinia.
Creazione della fondazione “Destinazione Irpinia” fondata dalla Provincia di Avellino che rivestirà il ruolo per le compete di indirizzo e di controllo con un regolamento di funzionamento ed una carta dei servizi.
Realizzare un ufficio di informazioni turistiche e accoglienza (Siat) in ogni paese attrattore.
Molto importante sarà il ruolo delle Pro Loco che con il Nucleo di Vigilanza e Promozione avranno la funzione di supportare, gestire, valorizzare e promuovere il patrimonio.
Apertura di una rete informatica che arrivi a tutti.
Abbiamo tutto per poter primeggiare: gastronomia, vino, beni culturali, musei, paesaggi… uno scenario a cielo aperto, ma purtroppo siamo ultimi in Campania e forse nel resto d’Italia per la promozione turistica.


Prima dei lavori, il Sindaco di Avella ha voluto premiare con una targa il sedicenne Michele Santaniello, irpino di Lauro, vincitore della terza edizione del premio Prodigi in programma su Rai 1 da una giuria di cui hanno fatto parte Pippo Baudo, Beppe Vessicchio, Serena Autieri.

leggi tutto

Valogno, come cambia un borgo con l’arte

Valogno di Sessa Aurunca (dista quattro chilometri dal medesimo comune di Sessa Aurunca di cui essa fa parte), è un paesino di poco più di 90 anime nella provincia di Caserta, che sta vivendo la sua seconda vita grazie all’arte dei murales. Di paesini ormai spopolati l’Italia è piena. Eppure… eppure oggi qualcuno prova a far tornare in vita quei borghi, che sembrano destinati all’oblio, e lo fa dando loro nuova linfa vitale. Grazie all’iniziativa “I colori del Grigio”, da circa 10 anni la piccola frazione di Valogno è diventata meta privilegiata di chi ama l’arte e la bellezza tipica dei piccoli borghi che popolano la nostra penisola. Questo progetto ha coinvolto tanti artisti di fama nazionale e internazionale che hanno messo a disposizione la propria arte “colorando” le stradine di Valogno con tanti murales per restituire a questa piccola località la dignità del suo passato rurale, intaccata dalla cementificazione irrispettosa dell’identità di Valogno.

Ad immaginare e poi concretizzare tale trasformazione sono stati Giovanni Casale e sua moglie Dora che stanchi della vita frenetica di Roma hanno deciso di “ritornare alle origini”, in quella perla incastonata nel territorio del Parco regionale “Roccamonfina – Foce del Garigliano”. Tutto il borgo è passato dal “grigio” dell’abbandono ai fervidi colori dei murales artistici (molti realizzati da artisti prestigiosi) che da alcuni anni attirano centinaia di visitatori da tutto il comprensorio e ben oltre i confini regionali.  Tutto è colore, armonia, storie raccontate sui muri. E il paesino grazie all’arte e ai colori ha ricominciato a popolarsi. Non solo gli “emigranti” che tornano per le vacanze, ma anche turisti, semplici curiosi o amanti del genere. Anche le case finora rimaste disabitate, sono divenute oggetto d’interesse per qualche prode avventuriero che immagina investimenti e attività commerciali.

leggi tutto

Muretti a secco, per l’Unesco sono «Patrimonio dell’umanità»

L’organismo mondiale della protezione e valorizzazione del patrimonio culturale ha iscritto ufficialmente «L’Arte dei muretti a secco» nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità, pratica agricola e rurale. Grazie all’utilizzo di pratiche tradizionali tramandate dalle maestranze di generazione in generazione, la campagna italiana presenta tutt’oggi alcuni aspetti che possono essere interpretati quali testimonianze del suo paesaggio originario. 

La pratica rurale dell’arte dei muretti a secco – appartenente a Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Svizzera – è stata approvata all’unanimità dai 24 Stati membri del Comitato, riuniti a Port Louis.

        

L’arte del «Dry stone walling» riguarda «tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra secco», spiega l’Unesco nella motivazione del provvedimento. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all’agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese.

Il nuovo riconoscimento che premia anche l’Italia va ad aggiungersi quindi alla Dieta mediterranea Patrimonio Unesco dal 2010, alla coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria del 2014 e all’arte del “Pizzaiuolo Napoletano” del 2017.

UNESCO profilo Twitter

leggi tutto
1 2 3 4 30
Pagina 2di30